Bacarelli

Riccardo Bacarelli, figlio di Benvenuto, conduce la Galleria Bacarelli, fondata nel 1923 dal nonno Rizieri. La storica attività, situata nel centro di Firenze, ha attraversato il secolo scorso fino a oggi, trattando l’antiquariato italiano con professionalità e passione.

Bacarelli
Bacarelli, Palazzo della Manifattura Arte della Seta, Firenze. Courtesy Bacarelli, Firenze

Riccardo ha approfondito le proprie competenze nei dipinti antichi, nelle sculture e negli oggetti d’arte con una particolare attenzione all’arte italiana dal Rinascimento fino al Neoclassicismo.

Oggi è Vicepresidente dell’Associazione Antiquari d’Italia AAI, partecipa alla Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze, di cui è membro del Consiglio Direttivo, e dedica la propria attenzione anche al mercato internazionale partecipando dal 2014 a TEFAF Maastricht,  a Frieze Masters a Londra dalla sua prima edizione, a Masterpiece e a TEFAF New York.

Bacarelli
Bacarelli, Palazzo della Manifattura Arte della Seta, Firenze. Courtesy Bacarelli, Firenze

La Galleria Bacarelli è situata nel Palazzo della Manifattura Arte della Seta – un edificio tra gli episodi più noti del gusto medievalista dei primi del Novecento – in via dei Fossi, la strada dedicata all’arredamento, all’arte e all’antiquariato a Firenze.

“Da sempre c’è chi l’arte la crea e chi la desidera.”
Riccardo Bacarelli. Courtesy Bacarelli, Firenze Foto: Diaframma Aperto, 2013

In conversazione con Riccardo Bacarelli, Bacarelli

Esiste un Made in Italy del tuo lavoro? Che cosa caratterizza la scena artistica italiana?

Fin dall’antichità, l’antiquario italiano – con la sua opera di ricerca, trovando, studiando, collezionando o commercializzando l’opera che era sfuggita, o non lo era perché ben conosciuta – ha contribuito a valorizzare e approfondire la storia del nostro Paese, dove non esiste un luogo abitato dove non sia presente una “bottega antiquaria” o “galleria d’arte”. Arte e Italia: inseparabile connubio.

Qual è il tuo background?

Mio nonno Rizieri, innamorato dell’arte, decise di fare l’antiquario, e nel 1923, quando nacque mio padre Benvenuto, ottenne la licenza dal Comune di Firenze. Per me è stato “normale” continuare l’attività di famiglia, ma quello di cui devo essere grato a loro è avermi fatto amare l’arte, trasmettendomi passione e interesse in un “mestiere” scelto non per comodità, ma in cui credo e continuo a credere.

Di che tipo di arte ti occupi?

Mi occupo di arte antica italiana tra il Rinascimento e il Neoclassicismo: dipinti, sculture e oggetti d’arte. Tuttavia, la curiosità mi ha fatto esplorare anche altri settori, e ho collaborato con gallerie di arte moderna e contemporanea. Non ho limiti negli interessi, ma commercialmente preferisco la professionalità: continuo a occuparmi di quello che proponiamo da un secolo.

Bacarelli, Palazzo della Manifattura Arte della Seta Lisio. Courtesy Bacarelli, Firenze
Un* gallerista da cui hai imparato i segreti del mestiere e un* più giovane del quale vorresti essere “mentore”?

Immaginate quanti racconti e consigli ho ascoltato da un padre antiquario, figlio di un antiquario. Svolgendo questa attività durante l’intero secolo scorso, mio padre e mio nonno hanno immagazzinato un’infinità di “segreti” e consigli a me tramandati, e che sarà mio desiderio trasmettere a mio figlio Lapo. Un’esperienza tramandata che vale un Tesoro.A quale altra domanda avresti voluto rispondere?

Come spiegheresti la certezza di un futuro per chi si occupa di Arte?

Dopo poche ore che l’Uomo si è considerato tale, ha avuto la necessità di esprimersi tramite l’Arte. Da quel momento iniziale non è passato un solo istante nel quale l’uomo abbia smesso. Da sempre c’è chi l’arte la crea e chi la desidera, e pensare che non ci sia un futuro per questo desiderio primordiale significherebbe pensare che non ci sia un futuro per l’Uomo.

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