Salamon&C.

Salamon&C., Milano. Courtesy Salamon&C., Milano
Salamon
Salamon&C., Milano. Courtesy Salamon&C., Milano

Matteo Salamon, nipote e figlio d’arte (la prima galleria viene inaugurata dal nonno nel 1950) fonda la propria società negli anni ‘90, specializzandosi in pittori vedutisti italiani e pittori primitivi con una particolare predilezione per la pittura a fondo oro, vero e proprio “focus” dell’attività. La galleria Salamon è oggi la sola realtà italiana specializzata in dipinti del ‘300 e ‘400.

Salamon
Salamon&C., Milano. Courtesy Salamon&C., Milano

Mostre

Città Mostra Data
Milano A Gothic Glow., From Master of 1310 to Bartolomeo Vivarini Dal 11.11.2021
“La pittura italiana antica è la più bella, e i galleristi italiani devono essere i migliori, i più scrupolosi e attenti per proporla al meglio.”
Matteo Salamon. Courtesy Salamon&C.

In conversazione con Matteo Salamon, Salamon&C.

C’è un modo di fare il gallerista in Italia diverso rispetto agli altri paesi? Che cosa caratterizza la scena artistica italiana?

Mi occupo di pittura primitiva italiana e pittura vedutistica del Settecento: la pittura italiana antica è la più bella, e i galleristi italiani devono essere i migliori, i più scrupolosi e attenti per proporla al meglio. Ogni giorno è una sfida da affrontare, e l’obiettivo è trasformarla in un’opportunità.

Qual è il tuo background?

Studio, studio, studio… E anche DNA! Sono la terza generazione di Salamon mercanti d’arte antica.

Matteo Salamon. Courtesy Salamon&C., Milano. Foto: Claudio Moschin
Parlaci dello spazio che hai scelto per la tua galleria e il contesto nel quale è inserito.

È uno spazio perfetto! Ha due ampie sale espositive e una biblioteca – la più completa privata in Italia, a disposizione di amici e clienti che desiderano consultarla. La galleria è situata al piano nobile dello storico Palazzo Cicogna, nel cuore di Milano. Abbiamo volutamente evitato di avere vetrine sulla strada per poter accogliere con totale discrezione la nostra clientela.

Il momento più felice, fino a oggi, della tua carriera?

Il più felice è stato quando sono riuscito a riportare, dopo oltre settecento anni, il “Trittico Ringli” del Maestro di Sant’Ivo alla sua collocazione d’origine, la chiesa di San Pietro ad Avenza. I più complicati si dimenticano.

Com’è cambiato il mercato dell’arte da quando hai aperto la tua galleria?

La tecnologia aiuta, ma crea una pericolosa dipendenza. Le opere devono essere viste e toccate. Gli italiani, fortunatamente, sono amanti della tradizione, quindi non corrono il rischio di dipendere al 100% dalla tecnologia.

Matteo Salamon. Courtesy Salamon&C., Milano. Foto: Claudio Moschin
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