Milano Capitale: da Diocleziano a Cattelan

Maurizio Cattelan, L.O.V.E., 2010, Piazza degli Affari, Milano

Con l’Imperatore Diocleziano e per poco più di un secolo (dal 286 d.C. al 402 d.C. ) Milano diventa capitale dell’Impero Romano d’Occidente.

Di quel lontano e glorioso passato sopravvivono ancora oggi nel centro antico della città diverse, importanti e spesso dimenticate tracce, come le celebri colonne di San Lorenzo, recuperate nel IV secolo dallo smantellamento di un tempio pagano, o i resti del Palazzo Imperiale di via Brisa, residenza ufficiale dell’Imperatore Costantino dove venne probabilmente firmato il celebre editto del 313 d.C. con il quale venne storicamente concessa la libertà di religione.

Milano Capitale
Colonne di San Lorenzo, Corso di Porta Ticinese, Milano

A due passi da quel Palazzo un visitatore attento può rimanere folgorato dal profilo svettante della Torre dei Gorani – architettura del XII secolo da poco restaurata in mezzo a edifici ultramoderni – che sembra trapiantata da un borgo medievale toscano; mentre poche centinaia di metri più in là, di fronte al Palazzo della Borsa – costruito sopra i resti di un teatro romano e simbolo della Milano finanziaria – è apparsa da qualche anno una monumentale mano in marmo di Carrara alta più di quattro metri: la controversa L.O.V.E. di Maurizio Cattelan, nota anche come “Il Dito”.

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Torre dei Gorani, XII° sec. via Gorani 4, Milano

Al di là del suo chiaro e intenzionale significato dissacratorio, questa ormai celebre e iconica scultura potrebbe anche essere vista come un gigantesco reperto archeologico, quasi una sorta di richiamo del fasto e della centralità che Milano aveva già saputo conquistare circa duemila anni fa.