L’indomita natura domata al Parco Giardino Sigurtà

Parco Giardino Sigurtà

L’aver vissuto quindici anni a Valeggio sul Mincio, a due passi dal Parco Giardino Sigurtà, rende per me questo luogo impregnato di un significato particolare. La storia di questi sessanta ettari di verde, in stretto dialogo con l’adiacente villa e con il fiume Mincio (del quale sfrutta le sorgenti), prende avvio nel 1407, per volere del patrizio veneziano Gerolamo Nicolò Contarini. Intuendone le potenzialità, il Marchese Antonio Maffei lo trasforma a fine Settecento in uno splendido giardino all’inglese, per poi venire ampliato e riqualificato nel 1941 dall’imprenditore farmaceutico Giuseppe Carlo Sigurtà.

Passeggiando tra i viali e i sentieri interni si viene a contatto con una vastità sorprendente di specie arboree e floreali, e nella suggestiva cornice delle verdi distese collinari e degli specchi d’acqua si ha quasi l’impressione di essere in un quadro di John Constable. Durante la visita si incontrano i veri “padroni” di questo incantato giardino: daini, asinelli, scoiattoli, tartarughe e carpe dorate negli specchi d’acqua e, perlopiù invisibili agli occhi, vari uccellini, la cui presenza si manifesta nel loro canto melodico.

Parco Giardino Sigurtà
Scorcio romantico del Parco con il monumento celebrativo alla Fratellanza, Parco Giardino Sigurtà

Da vero giardino romantico, fanno poi la loro silenziosa comparsa, sbucando in mezzo alla vegetazione, anche un castelletto, un eremo e una grottina votiva. Volendo infine prendere due piccioni con una fava, la tappa a Valeggio non può ritenersi conclusa se non ci si ferma al ristorante “Alla Borsa” per provare la specialità del posto: i tortellini!

Parco Giardino Sigurtà
Walter Padovani al Parco Giardino Sigurtà

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