Robilant+Voena

Robilant+Voena, Milano

Robilant+Voena nasce dall’incontro tra Edmondo di Robilant e Marco Voena, due figure chiave nel panorama internazionale dell’arte. La loro prima collaborazione risale al 1999 con la mostra Bologna and Ferrera: Two Centuries of Emilian Painting, presentata a New York. Da allora, hanno curato insieme numerose esposizioni e partecipato alle più importanti fiere d’arte a livello globale. 

Robilant+Voena, Londra

Nel 2004 hanno inaugurato la sede principale della galleria nel cuore di Mayfair, a Londra. La galleria si distingue per un’attività di altissimo livello nel campo dell’arte italiana, dal periodo gotico fino al dopoguerra. Ha dedicato importanti mostre monografiche — accompagnate da pubblicazioni di rilievo — ai grandi maestri del passato, tra cui Antonio Canal (noto come Canaletto), Antonio Joli e Gaspar van Wittel (noto come Vanvitelli). Un’attenzione particolare è riservata al movimento caravaggesco internazionale, ambito in cui la galleria ha venduto capolavori a musei di fama mondiale.

Accanto all’arte antica, Robilant+Voena si dedica anche all’arte moderna e postbellica, pubblicando cataloghi e curando esposizioni dedicate a figure come Lucio Fontana, Giorgio Morandi, Marino Marini, Roberto Matta e Pietro Consagra. Non mancano incursioni nei linguaggi dell’Espressionismo Astratto e della Pop Art internazionale, con opere di artisti come Joan Mitchell, John Chamberlain, Andy Warhol, Mimmo Rotella e Mario Schifano. 

Robilant+Voena, New York

Nel corso degli anni, la galleria ha collaborato con alcune delle più prestigiose istituzioni pubbliche del mondo, tra cui la National Gallery di Londra, la Frick Collection e il Metropolitan Museum of Art di New York, il Museum of Fine Arts di Boston, il Nationalmuseum di Stoccolma, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, la Pinacoteca di Brera a Milano, il National Museum of Western Art di Tokyo e il Louvre Abu Dhabi. Le opere di Robilant+Voena figurano anche in importanti collezioni private europee e americane. Oggi, la galleria è presente in quattro città strategiche per il mercato dell’arte: Londra, Milano, Parigi e New York. 

“Vorrei che le persone, clienti o semplici visitatori, entrassero nel nostro spazio per astrarsi un attimo dal quotidiano. Vorrei che ammirassero le opere anche come oggetto e non solo come immagine.”
Edmondo di Robilant e Marco Voena

In conversazione con Edmondo di Robilant e Marco Voena, Robilant+Voena

Quando e come hai fondato la tua galleria?

I due partner fondatori, Edmondo di Robilant e Marco Voena, iniziano a collaborare verso la fine degli anni Novanta; tuttavia, la prima galleria Robilant+Voena inaugura a Londra nel 2004. L’idea è sempre stata di presentare al pubblico opere di indiscussa e spiccata qualità, realizzando mostre contraddistinte da un forte valore scientifico. Al segmento iniziale, focalizzato sull’arte antica e in particolare sul Caravaggismo europeo, si è accostato – durante gli anni – il desiderio di allargare lo spettro di opere trattate: dalla statuaria classica al contemporaneo.

Denominatore comune della galleria è l’orgoglio di essere italiani, che non va declinato necessariamente con una sfumatura politica, ma soprattutto storica: l’Italia come nazione e prima ancora come penisola, luogo geografico, capace di detenere per innumerevoli secoli il primato intellettivo d’Europa; l’eredità dei grandi uomini del passato che hanno cambiato, innovato il modo di pensare e agire; le testimonianze storiche giunte fino a noi, dall’architettura alla poesia, dalla musica all’arte. Infine, siamo convinti che l’arte è sempre stata contemporanea: i temi investigati dai grandi artisti, nel corso della storia, sono i medesimi, e se il risultato finale differenzia l’uno dagli altri, le idee, gli interrogativi e la sete di conoscenza che sottendono la creazione sono spesso i medesimi, a prescindere dal lasso temporale che li separa. 

Il tuo programma: di che tipo di arte ti occupi? 

Ci occupiamo di arte lato sensu. Abbiamo chiaramente delle competenze specifiche che ci permettono di operare con successo; tuttavia, se riconosciamo qualità, valore, fascino in un’opera, abbiamo anche il coraggio di rischiare, di studiare al fine di raccontarne la storia, di presentarla al pubblico nel migliore dei modi e, infine, di trovare il giusto cliente. Per rispondere alla domanda, siamo specializzati in arte antica europea, nel Novecento e, nello specifico, nel secondo dopoguerra italiano. Negli ultimi anni ci siamo aperti in misura maggiore al contemporaneo, cercando un dialogo costante e solido tra passato e presente. Abbiamo venduto a musei in ogni continente, e questo elemento è ciò che ci rende davvero orgogliosi del nostro operato; abbiamo fatto riemerge dall’oblio opere che, successivamente, sono state messe a disposizione della comunità. 

Partecipiamo alle principali fiere d’arte, da Seoul a New York, da Londra a Milano. Abbiamo organizzato mostre volte alla promozione dell’arte italiana del XX secolo in Oman e in Corea del Sud. 

Quali sono le principali sfide che incontri nel tuo lavoro? 

Le sfide a cui siamo sottoposti, non solo noi ma ogni galleria, sono molteplici e quotidiane. Inoltre, esse non sono – purtroppo – di natura esclusivamente intellettuale o creativa, ma sempre più spesso pratica: i costi che siamo chiamati a sostenere al fine di realizzare un prodotto che abbia valore, sia esso una mostra o un catalogo, l’acquisto di un’opera o lo studio volto a scoprirne la storia, richiedono sforzi economici non indifferenti. Questo mestiere è per definizione sfidante, poiché niente è scontato; bisogna sempre essere attivi: siamo noi a ricercare le opere che vogliamo vendere, e sempre noi a cercare il cliente che – se persuaso – le acquisterà. Gestire una galleria, lavorare nel mondo dell’arte, guadagnarsi da vivere attraverso ciò che di bello ha prodotto la mano dell’uomo, è gratificante; tuttavia, in pochi sono consapevoli dell’impegno richiesto, sia in termini di energie profuse che di investimenti sostenuti, per raggiungere l’obiettivo desiderato. 

Quali sono le tue previsioni sul futuro del sistema dell’arte nel settore di cui ti occupi? 

È difficile fare una previsione, poiché troppe le dinamiche che influenzano il mercato globale. Vi possono essere sviluppi di natura geopolitica, macroeconomica, antropologica che sconvolgono il nostro settore; il gusto stesso cambia durante il corso del tempo, e movimenti artistici o personalità ammirati in un determinato momento storico – per X motivi – cadono nell’oblio, vengono guardati con diffidenza, per poi ricomparire, riemergere, grazie a una concomitanza di fattori. Il contemporaneo è intriso di speculazione, racconta il mondo di oggi e chiaramente ha grande presa sul pubblico; il moderno, ovvero l’arte del secolo scorso, è percepito come storicizzato – e pertanto stabile, sia in termini di valore culturale che economico – ma vicino a noi, e quindi capace di parlarci, di invitarci a riflessioni ancora attuali; l’antico invece è in declino. In merito a quest’ultimo, vorrei aggiungere che le opere di qualità disponibili sul mercato sono sempre meno, i molti elementi da considerare prima di procedere all’acquisto ne riducono il pubblico interessato, ma il vero cancro che colpisce questo segmento è il dilagare incessante dell’ignoranza.

Quanti ragazzi giovani, oggi, si metterebbero in casa un soggetto sacro, magari una Madonna col Bambino? Quanti una Deposizione o un Compianto sul Cristo Morto? Eppure, non si può certo dire che non vi sia fascino nella storia del Cristianesimo o della Chiesa di Roma, così come non si può sostenere che – come affermava Croce – essi non abbiano plasmato il modo di pensare dell’Occidente. Il problema è che apprezzare questo genere di opere, spesso, richiede impegno e conoscenza, capacità di analizzare nel profondo un’immagine e il messaggio che essa veicola. Ma vi è così tanta bellezza nell’arte antica: essa è la storia che si trasforma in immagine, e permette a ognuno di noi di sentirsi parte di un continuum

Come immagini la tua galleria tra dieci anni? 

Questa è una domanda difficile, la tecnologia (la techné, per essere precisi) corre su binari che non controlliamo più. Il progresso di quest’ultima è ormai fine a se stesso, ma siamo molto poco consapevoli di ciò che stiamo cercando e ancora meno di cosa troveremo. Spero che tra dieci anni, forse proprio perché la tecnologia sarà così sviluppata e dominante nelle nostre vite, magari addirittura indispensabile, la galleria d’arte rappresenti un luogo di aggregazione umana dove ci si guarda negli occhi. Vorrei che le persone, clienti o semplici visitatori, entrassero nel nostro spazio per astrarsi un attimo dal quotidiano. Vorrei che ammirassero le opere anche come oggetto e non solo come immagine.

Vorrei che si discutesse, insieme, su ciò che di un’opera piace o non piace, se essa riesce a far vagheggiare lo spettatore, se riaffiora un ricordo, se inquieta. Credo anche che in questo, attuale, proliferare di arte e artisti, in futuro la qualità pittorica e il peso storico di un’opera rappresenteranno un reale valore aggiunto. Infine, siamo convinti che nuovi mercati emergeranno: India, Penisola arabica, Asia Minore e Africa. Queste sono le aree geografiche destinate a emergere nel prossimo futuro, sia economicamente che culturalmente. 

Leggi l’intervista completa

Artisti

  • Andrea Appiani
  • Jacopo Bassano
  • Enrico Castellani
  • Canaletto
  • Lucio Fontana
  • Artemisia Gentileschi
  • Damien Hirst
  • Minjung Kim
  • Harumi Klossowska de Rola
  • Marino Marini
  • Ugo Mulas
  • Giovanni Paolo Panini
  • Philippe Pastor
  • Michelangelo Pistoletto
  • Sergio Roger
  • Cesar Santos
  • Julian Schnabel
  • Giandomenico Tiepolo
  • Giovanni Battista Tiepolo
  • Joseph Mallord William Turner
  • Jordan Watson