
PANORAMA POZZUOLI
10–14 settembre 2025
Una mostra diffusa a cura di Chiara Parisi
Per la quinta edizione della mostra diffusa, che dal 2021 intreccia arte contemporanea, architettura, paesaggio e antichità in dialogo con territori e comunità sempre diverse, ITALICS è approdato a Pozzuoli



Dal 10 al 14 settembre 2025, Panorama Pozzuoli – la mostra diffusa ideata da ITALICS – ha accompagnato il pubblico in un itinerario immersivo che ha intrecciato divinità e creazione, memoria e urgenze del presente, dentro un territorio in cui mito, storia e natura si sovrappongono da millenni. Con la curatela di Chiara Parisi, direttrice del Centre Pompidou-Metz, e il sostegno della Regione Campania e di Scabec, Panorama è riuscito ancora una volta a tessere un racconto corale che ha unito luoghi simbolo e spazi inediti della città e dei Campi Flegrei.
Nei cinque giorni di apertura, Panorama Pozzuoli ha registrato una straordinaria affluenza, con oltre 14.000 visitatori tra appassionati d’arte, esperti di settore, stampa italiana e straniera, curiosi e pubblico internazionale, confermando il forte interesse e la capacità attrattiva del progetto.
“Vitalità, sofisticazione, creatività. Panorama Pozzuoli si chiude come un’esperienza collettiva straordinaria – sottolinea ulteriormente la curatrice Chiara Parisi – capace di fare esperienza di un territorio vasto e potente con artisti giovani e affermati, opere d’arte, stampa locale, nazionale e internazionale, mondo dell’arte con i suoi amateurs, grandi personalità, abitanti di Pozzuoli e dell’intera area partenopea: tutti riuniti in modo simultaneo. L’energia di Pozzuoli, questa baia meravigliosa in cui il Mediterraneo mostra i suoi colori più affascinanti, e dei Campi Flegrei, ha agito come una cassa di risonanza, amplificando ogni incontro e ogni parola. La città si è aperta a noi tutti con generosità. Più che una conclusione, questo segna l’inizio di un nuovo orizzonte: il desiderio di continuare a coltivare relazioni, immaginare e costruire insieme futuri progetti. Grazie, Pozzuoli, per averci fatto scoprire o ritrovare la nostra storia comune mediterranea e le memorie che custodisci”.



Panorama Pozzuoli si è articolato come una promenade ininterrotta in un paesaggio stratificato: una narrazione a cielo aperto attraversata da una tensione mitologica che prende forma nel tema della divinizzazione. Non si tratta di un concetto astratto, ma di un’eredità geologica e culturale inscritta nei luoghi stessi. Qui, dove i vulcani modellano il paesaggio e il bradisismo ne scandisce il respiro, il mito si è trasformato in geografia e la visione del divino si è depositata nel quotidiano.
È stato un attraversamento fisico e simbolico dei luoghi in cui artisti e visitatori dialogano con stratificazioni storiche e geologiche, con divinità antiche e tensioni del presente. Il tema della divinizzazione non è nostalgia né celebrazione, ma un interrogativo attuale: una domanda aperta su come l’umano, il naturale e il sacro continuino a ridefinirsi nello spazio del visibile.
Lontano da un approccio espositivo convenzionale, Panorama Pozzuoli si è configurato come un palinsesto collaborativo e un ecosistema aperto, in trasformazione, che connette esperienze estetiche, pratiche partecipative e conoscenza condivisa. In questo intreccio virtuoso, la città non è stata soltanto scenario, ma soggetto attivo di un racconto che attraversa linguaggi, generazioni e appartenenze.

La promenade è iniziata dall’Anfiteatro Flavio, tra i più grandi costruiti durante l’Impero Romano, un’architettura monumentale della gloria imperiale, oggi patrimonio vivente nel senso più profondo e romantico del termine. Ha proseguito con il giardino terrazzato del Parco pubblico di Villa Avellino e con il Cinema Sofia, simbolo della memoria urbana che porta il nome della celebre attrice italiana cresciuta poco distante. Il percorso è andato avanti nella città alta e bassa, tra spazi religiosi e civili: la Chiesa di San Raffaele Arcangelo con la sua architettura borrominiana e l’area esterna della Chiesa del Purgatorio. È giunto così al Rione Terra, cuore pulsante di Panorama dove si concentra il percorso archeologico sotterraneo, il Duomo di San Procolo Martire, edificato su un antico tempio romano, la Chiesa di San Liborio e i locali storici restaurati che sono tornati a vivere attraverso la presenza delle opere. Tra i luoghi della mostra anche il Parco Archeologico di Cuma, città fondata nel VIII sec. a.C. e considerata una delle più antiche colonie della Magna Grecia, che in breve tempo riuscì a conquistare quasi tutta la costa campana.



Tutte le città hanno simboli. Con Panorama, per un po’, Pozzuoli ne ha avuto uno nuovo, sospeso tra cielo e terra. Guardava in alto e guardava il mare: Senza Titolo, 2003 di Maurizio Cattelan è un bambino che batte il tamburo e quel suono si diffonde nello spazio, insistente, ipnotico, quasi rituale. Realizzata nel 2003, l’opera è tra quelle in cui la tensione tra innocenza e ossessione, tipica dell’artista, si fa più sottile e penetrante.
Simone Fattal ha presentato un lavoro struggente sulla soglia tra l’umano e l’eterno; tra visibile e invisibile, Anish Kapoor ha interrogato lo sguardo e l’anima; Ugo Rondinone ha realizzato un’opera site-specific legata alla voce delle rovine. E poi ancora, solo per citarne alcuni, Carlos Amorales, William Kentridge, Gino Marotta, Mario Merz, Wilfredo Prieto, Lawrence Weiner e dialoghi straordinari, come quello tra l’Anfiteatro e Clarissa Baldassarri oppure il vulcano e Goshka Macuga.
Anche le generazioni più giovani, rappresentate, tra gli altri, da Oliver Beer, Giusy Pirrotta, Damir Očko, Felix Shumba, hanno trovato voce lavorando con archeologia e mito, storia e identità. Assieme alle nuove produzioni, la mostra ha proposto confronti straordinari con capolavori di arte antica e moderna – dalle sculture romane risalenti al II secolo d.C., ai dipinti di Luca Giordano e Luigi Primo, o le opere di Matteo Bottigliero, tutti attivi tra il Seicento e Settecento – che hanno dato forza a un percorso segnato da presenze quasi divine.
Da Jannis Kounellis, Emilio Isgrò, Marino Marini e Gianni Colombo, che hanno segnato l’arte italiana e internazionale, ai progetti iconici di Elmgreen & Dragset, Simon Starling e Michael Landy, ogni presenza ha costruito una costellazione. Artisti come Sandra Vásquez de la Horra, Celia Paul, Sang A Han, Helena Hladilová, Marie Denis, Servane Mary e Rebecca Moccia hanno portato uno sguardo potente, mentre Simon Dybbroe Møller, David Tremlett, Fabrizio Corneli, Kevin Francis Gray e Walter Moroder hanno amplificato la forza del gesto e della materia. Il tempo si è stratificato tra i dialoghi con i maestri del Seicento, Viviano Codazzi e Michelangelo Cerquozzi, Giovanni Peruzzini, così come nella poesia di Maria Grazia Rosin o nel cinema visionario di Yuri Ancarani. Jan Vercruysse e Bram Demunter hanno offerto una dimensione enigmatica e politica, capace di aprire varchi interiori. Ogni artista coinvolto ha dialogato con il proprio tempo e chi lo abita, con sguardo lucido, consapevole, a tratti ironico, generando cortocircuiti fertili tra passato e presente.

Tra i momenti più attesi della manifestazione, le colazioni con gli artisti – realizzate in collaborazione con la Fondazione Morra Greco di Napoli – hanno offerto uno spazio informale di dialogo tra pubblico e autori nei bar della città. In parallelo, il progetto ha coinvolto scuole, associazioni e realtà del territorio impegnate anche nell’inclusione sociale, attraverso attività di mediazione e percorsi di avvicinamento sensibile all’arte contemporanea, senza dimenticare i giovani provenienti dai progetti di reinserimento destinati a ragazzi degli istituti di pena minorile di Nisida e dal carcere femminile di Pozzuoli attivati da Puteoli Sacra.
A testimoniare l’importanza dell’iniziativa anche presenze istituzionali di rilievo: la Direttrice Generale dell’UNESCO Audrey Azoulay e il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca hanno visitato Panorama Pozzuoli accompagnati da Lorenzo Fiaschi e Pepi Marchetti Franchi, Presidente e Vicepresidente di ITALICS, dalla curatrice Chiara Parisi, dal Sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni, da Rosanna Romano, Direttore Generale per le Politiche Culturali e il Turismo della Regione Campania, e da Fabio Pagano, Direttore del Parco Archeologico dei Campi Flegrei.
Gli artisti:
Carlos Amorales (Città del Messico, 1970); Yuri Ancarani (Ravenna, 1972); Clarissa Baldassarri (Civitanova Marche, 1994); Oliver Beer (Kent, 1985); Matteo Bottigliero o Bottiglieri (attr.) (Castiglione del Genovesi, 1684 – Napoli, 1757); Maurizio Cattelan (Padova, 1960); Viviano Codazzi e Michelangelo Cerquozzi (Bergamo, 1604 – Roma, 1670; Roma, 1602-1660); Gianni Colombo (Milano, 1937 – Melzo, 1993); Fabrizio Corneli (Firenze, 1958); Louis Cousin, detto Luigi Primo Gentile (Bruxelles o Breynelden, Belgio, 1606 – Roma, Italia, 1667/1668); Bram Demunter (Kortrijk, 1993); Marie Denis (Bourg-Saint-Andéol, 1972); Simon Dybbroe Møller (Aarhus, 1976); Elmgreen & Dragset (Michael Elmgreen, Copenhagen, 1961; Ingar Dragset, Trondheim, 1969); Simone Fattal (Damasco, 1942); Luca Giordano (Napoli, 1634-1705); Kevin Francis Gray (Armagh, 1972); Sang A Han (Seoul, 1987); Helena Hladilová (Kroměříž, 1983); Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, 1937); Anish Kapoor (Mumbai, 1954); William Kentridge (Johannesburg, 1955); Jannis Kounellis (Il Pireo, 1936 – Roma, 2017); Michael Landy (Londra, 1963); Goshka Macuga (Varsavia, 1967); Marino Marini (Pistoia, 1901 – Viareggio, 1980); Gino Marotta (Campobasso, 1935 – Roma, 2012); Servane Mary (Dijon, 1972); Mario Merz (Milano, 1925 – Torino, 2003); Rebecca Moccia (Napoli, 1992); Walter Moroder (Val Gardena, 1963); Damir Očko (Zagabria, 1977); Celia Paul (Thiruvananthapuram, 1959); Giovanni Peruzzini (Ancona, 1629 – Milano, 1694); Giusy Pirrotta (Reggio Calabria, 1982); Wilfredo Prieto (Sancti Spíritus, 1978); Ugo Rondinone (Brunnen, 1962); Maria Grazia Rosin (Cortina d’Ampezzo, 1958); Scultore del II secolo d.C.; Felix Shumba (Bulawayo, 1989); Simon Starling (Epsom, 1967); David Tremlett (Dartford, 1945); Sandra Vásquez de la Horra (Viña del Mar, 1967); Jan Vercruysse (Ostenda, 1948 – Bruges, 2018); Lawrence Weiner (New York, 1942-2021).

Fotografia: Danilo Donzelli e Mauro Palumbo
Le gallerie partecipanti:
A arte Invernizzi, Apalazzogallery, Alfonso Artiaco, Botticelli Antichità, Galleria Canesso, Car Gallery, Cardi Gallery, Carlo Orsi, Galleria Continua, Thomas Dane Gallery, Galleria Umberto Di Marino, Galleria Tiziana Di Caro, Galleria Doris Ghetta, Galleria d’Arte Frediano Farsetti, Galleria Fonti, Galleria Fumagalli, Gagosian, Giacometti Old Master Paintings, Gian Marco Casini Gallery, Kaufmann Repetto, Galleria Lia Rumma, Lunetta11, Magazzino, Massimo De Carlo, Mazzoleni London-Torino, Francesca Minini, Galleria Massimo Minini, ML Fine Art, Galleria Franco Noero, Galleria Alberta Pane, Giorgio Persano, Porcini, Richard Saltoun Gallery, Robilant+Voena, Thaddaeus Ropac, Secci, SpazioA, Studio Trisorio, Tim Van Laere Gallery, Caterina Tognon Arte Contemporanea, Tornabuoni Arte, Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea, Victoria Miro Venice, Vistamare, Zero…

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PANORAMA POZZUOLI
10-14.09. 2025
Un progetto di ITALICS
A cura di Chiara Parisi
Coordinamento curatoriale: Veronica Botta
Coordinamento generale: ArtsFor_
Consulenza strategica: ArtsFor_, Camilla Invernizzi
Assistenti di produzione: Sonia Belfiore, Marco Lauro
Progetto grafico: Giga Design Studio
Digital editor: Victoria Weston
Relazioni VIP: Flavia Lo Chiatto
Ufficio stampa: Lara Facco P&C
Social media: Roberto Bianchi
Fotografie: Luciano Romano
Documentazione fotografica: Danilo Donzelli
Video: Palma Production
Con la collaborazione e il sostegno di: Regione Campania e Scabec, a valere sui Fondi Coesione Italia 21/27
Con il patrocinio di: UNESCO, Ministero della cultura, Città di Pozzuoli
Main partner: Banca Ifis
Sponsor: Jumeirah Capri Palace, Valmont
Sponsor sedi: Poste Italiane
Sponsor tecnici: Forma Edizioni, NM3
Media partner: Il Giornale dell’Arte
Per informazioni info@italics.art
In collaborazione con: Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee – museo Madre, Fondazione Morra Greco, Museo e Real Bosco di Capodimonte, Parco Archeologico dei Campi Flegrei, Puteoli Sacra
Con la partecipazione speciale di: Aporema, Dispaccio










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