CAR Gallery

Julia Haumont, Oublier, rever, 2023, partial exhibition view, CAR Gallery, Bologna. Courtesy CAR Gallery, Bologna. Foto: Manuel Montesano

CAR nasce come galleria d’arte contemporanea nel 2014 a Bologna da un’idea dell’attuale direttore Davide Rosi Degli Esposti, dopo aver intrapreso un primo percorso come project space. Le iniziali del fondatore compongono per anni il nome della galleria distinguendosi con la denominazione CAR DRDE. Recentemente la galleria nell’ottica di cambiamento, di ampliare il proprio sguardo verso nuove visioni e nuovi obiettivi, definisce il proprio nome in CAR GALLERY. La missione della galleria è quella di promuovere e diffondere l’arte contemporanea e le sue pratiche più attuali che si traducono attraverso differenti media.  

Alessandro Roma, Il tutto per non traballare troppo, 2023, partial exhibition view, CAR Gallery, Bologna. Courtesy CAR Gallery, Bologna. Foto: Manuel Montesano

La galleria propone un programma espositivo che si concentra principalmente sulle nuove generazioni di artisti internazionali e mid-career, mettendole a confronto con linguaggi appartenenti a periodi diversi creando nuovi percorsi di lettura e interpretazioni originali.

L’idea di base è quella di uno spazio espositivo aperto e dinamico dedicato al contemporaneo internazionale che si relazioni con il territorio e le differenti espressioni dell’arte. Un luogo in grado di coinvolgere un pubblico ampio, appassionato, aperto a nuovi stimoli e a nuove ricerche al di là delle mode e delle convenzioni. 

Mostre

Città Mostra Data
Bologna Luna Coronata, Giusy Pirrotta Fino al 27.07.2024
“L’ambizione resta sempre quella di divulgare, coinvolgere un pubblico ampio avvicinando all’arte contemporanea anche coloro che non sono reali cultori ma semplici curiosi, cercando di creare nuovi appassionati.”
Ritratto del gallerista, Davide Rosi Degli Esposti. Courtesy CAR Gallery, Bologna

In conversazione con Davide Rosi Degli Esposti, CAR Gallery

Quando e come hai fondato la tua galleria?

CAR ha le sue radici nel contemporaneo a Bologna, con un percorso che si è strutturato nel tempo partendo come project space, poi galleria d’arte nel 2014, per seguire un nuovo corso negli anni più recenti. L’idea iniziale era quella di uno spazio/progetto aperto e dinamico che non seguisse le mode, che desse un’ampia visibilità al contemporaneo, che si relazionasse con il territorio e le differenti espressioni dell’arte. Una “vetrina espositiva” volta principalmente alla promozione di artisti delle ultime generazioni (con una particolare attenzione agli artisti italiani) che utilizzano differenti media e che interagiscono con lo spazio anche con un unico lavoro o con un’unica installazione.

Lo spazio espositivo di CAR si trova da sempre nel cuore della Manifattura delle Arti, distretto artistico culturale di Bologna, zona della città alla quale sono molto affezionato. Ho voluto creare uno spazio non-neutro, definito architettonicamente, fisso ma anche mutevole e diverso dalla classica visione del “white cube”. Nulla è stato lasciato al caso, elementi architettonici in cemento armato e le pareti “finite” con intonaco lasciato al grezzo caratterizzano l’ambiente. Mi interessano gli spazi con una propria identità e un proprio carattere in maniera che l’artista entri in competizione con l’architettura circostante. Anche in passato ho sempre voluto e cercato l’interazione con spazi anomali, forti e d’impatto.

Cosa ti ha spinto a voler aprire una galleria?

Dopo un percorso di studi in arti visive presso l’Università di Bologna ero da diversi anni attivo nel panorama artistico contemporaneo. La passione per l’arte, l’interesse per il mercato dell’arte e la voglia di mettersi in gioco con nuove sfide mi portarono a realizzare il progetto CAR. L’ambizione resta sempre quella di divulgare, coinvolgere un pubblico ampio avvicinando all’arte contemporanea anche coloro che non sono reali cultori ma semplici curiosi, cercando di creare nuovi appassionati.

Damien Meade, 2022, partial exhibition view, CAR Gallery, Bologna. Courtesy CAR Gallery, Bologna. Foto: Manuel Montesano
La galleria non porta il tuo nome: raccontaci com’è nato

CAR identifica la mia realtà da molti anni, ovvero dalla mia prima esperienza come gallerista, quando il mio spazio espositivo aveva sede all’interno di alcuni locali dismessi di una storica Concessionaria Alfa Romeo di Bologna. Trovandomi a dover scegliere il nome della mia prima galleria mi imbattei nella maestosa insegna della concessionaria, CAR appunto. Un’enorme scritta verticale luminosa, di colore giallo, dell’altezza di tre piani del palazzo che la ospita, che dal 1961 domina i viali di circonvallazione davanti all’edificio ex Forno del Pane ora Museo d’Arte Moderna di Bologna. Il nome della galleria era già indicato in quella meravigliosa scritta visibile a tutti, logo simbolo legato al territorio, iconico, dal sapore retrò ma fortemente contemporaneo, dal quale ho preso ispirazione per definire il nome della mia realtà. CAR è sinonimo di dinamismo, di velocità, di contemporaneità, di viaggio… un lungo percorso che ha dato vita a tante situazioni e a tante storie, un viaggio che muta nel tempo arricchendosi e completandosi, pur ampliando sempre il proprio sguardo verso nuove sfide e nuovi obiettivi. Queste tre lettere maiuscole in stile littorio mi hanno contraddistinto, reso riconoscibile e identificabile e continuano a essere parte del mio progetto.

Qual è il valore offerto alla società contemporanea dall’arte in mostra nelle gallerie? Quale il ruolo rivestito da un gallerista in Italia oggi?

Divulgare ed elevare un pensiero artistico, valorizzando le eccellenze e pensare alle mostre in galleria con uno sguardo verso il futuro. Fare cultura condividendola, creare un forte legame con il territorio facendo scouting e riscoprendo anche artisti del passato, dandogli nuova visibilità e una nuova lettura, inserendoli in un contesto diverso e attuale.

Come vedi la tua galleria tra 10 anni?

L’ambizione è tanta e vorrei vederla cresciuta con gli artisti e la galleria che contribuiscono insieme al successo di questo progetto congiunto. La galleria è soprattutto una storia fatta di tanti tasselli che compongono un mosaico di eventi, opere e collezioni. Vorrei costruire soprattutto un percorso fatto di opere belle e importanti con artisti profondi, colti e geniali in cui la società possa specchiarsi e ritrovarsi. La galleria è per me un progetto corale e vorrei che fra 10 anni diventasse una grande orchestra polifonica.

Leggi l’intervista completa

Artisti

  • Elia Cantori
  • Odonchimeg Davaadorj
  • Angiola Gatti
  • Julia Haumont
  • Damien Meade
  • Joseph Montgomery
  • Alessandro Roma
  • Giulio Saverio Rossi
  • Alberto Scodro
  • Bu Shi
  • Danilo Stojanović
  • Alexis Teplin