Edson Luli, It Begins with You and Me, 2021, installation view, Prometeo Gallery Ida Pisani, Milano. Courtesy Prometeo Gallery Ida Pisani, Foto: Erjola Zhuka
Sedi
Prometeo Gallery Ida Pisani
Via Giovanni Ventura, 6
20134 Milano
Ex Chiesa di San Matteo
Piazza San Matteo, 3
55100 Lucca
Prometeo Gallery nasce su iniziativa di Ida Pisani, dopo una lunga storia di associazione culturale, evolutasi nel 2005 in galleria con sede a Milano e Lucca. Prometeo Gallery si contraddistingue da sempre come un catalizzatore delle istanze sociali e politiche di artisti visivi multimediali.
Il progetto inaugura con “Perra”, dell’artista guatemalteca Regina José Galindo, che – sempre nel 2005 – si aggiudica il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia come Miglior Artista Under 35. Al 2007 risale la prima mostra “Trabajos italianos” del maestro spagnolo Santiago Sierra, che presenta a Milano la sua azione “Los Anarquistas”, ideata per lo spazio della Fondazione Volume! di Roma.
Zehra Doğan, Prigione N°5, 2021, installation view, Prometeo Gallery Ida Pisani, Milano. Courtesy Prometeo Gallery Ida Pisani. Foto: Filippo Ferrarese
Tra gli artisti della galleria invitati nel corso degli anni alla Biennale di Venezia: Ivan Moudov, Giuseppe Stampone, Regina José Galindo, Mary Zygouri, Stefano Tsivoupoulos, Hiwa K. Alla XIV edizione di Documenta sono presenti ben quattro artisti rappresentati da Prometeo Gallery: Stefano Tsivopoulos, Regina José Galindo, Mary Zygouri, Hiwa K. Nel 2019 la galleria inizia a rappresentare il lavoro dell’artista curda Zehra Doğan, inserita nel 2020 e nel 2021 nella “Power 100” di Art Review.
“L’arte porta con sé la potenzialità di creare micro-sistemi di libera espressione fondamentali per affrontare tematiche politicamente e socialmente complesse, spesso silenziate.”
Ida Pisani. Courtesy of Prometeo Gallery Ida Pisani
In conversazione con Ida Pisani, Prometeo Gallery Ida Pisani
Quali sono le tue previsioni sul futuro del sistema dell’arte nel settore di cui ti occupi? Qual è la sfida più grande che dovrai affrontare?
Mi risulta un po’ difficile fare delle previsioni. Ovviamente ho dei desideri per il futuro: crescere ancora come galleria, portare i miei giovani artisti, piano piano, nelle fiere più importanti e che possano riscuotere costantemente maggiore visibilità. Sono consapevole che questo richieda un grande impegno, ma porto avanti i miei progetti con leggerezza dato che credo molto nel mio lavoro.
Quando e come hai fondato la tua galleria?
Insieme a mio marito Claudio Poleschi, abbiamo intrapreso un percorso artistico focalizzato sulle tematiche socio-politiche, di potere e contro-potere. Nel 2005 ho fondato così Prometeo Gallery Ida Pisani esponendo, dal principio, artisti del calibro di Regina José Galindo e Teresa Margolles: sono stata forse la prima ad aver portato artisti dall’America Latina all’Europa.
Iva Lulashi, Passione Cola Passione Scorre, installation view Prometeo Gallery Ida Pisani, Milano, 2021. Courtesy Prometeo Gallery Ida Pisani. Foto: Ludovica Mangini
Il tuo programma: di che tipo di arte ti occupi?
L’arte porta con sé la potenzialità di creare micro-sistemi di libera espressione fondamentali per affrontare tematiche politicamente e socialmente complesse, spesso silenziate. L’arte alla quale io aspiro, attraverso le mostre e gli artisti che più si avvicinano alla mia riflessione, deve quindi servire a schiudere gli occhi e scuotere gli animi dal sonno: deve essere etica abbinata all’estetica.
Come costruisci il tuo rapporto con i giovani collezionisti? Come mantieni vivo quello con i collezionisti affezionati?
Immettendo personalmente sul mercato i miei artisti, cerco di arrivare al cuore dei collezionisti facendoli innamorare del loro lavoro e della loro poetica. Ho dei collezionisti con i quali mi relaziono da anni che preferisco denominare ormai supporter della galleria in quanto mi hanno sostenuto fin dal principio riconoscendo la passione che ho cercato di immettere nel mio progetto artistico.
La prima mostra nella tua galleria? La rifaresti uguale? Cosa cambieresti?
Non cambierei niente della prima mostra che ho fatto in galleria perché è quella che ho realizzato con Regina José Galindo dopo che lei aveva partecipato alla Biennale di Venezia vincendo il Leone d’Oro. Nel 2005 ho quindi presentato con lei la mostra “Perra”, con una nuova performance, dal medesimo titolo. Fu subito un successo: una bellissima partenza di un rapporto meraviglioso e duraturo.