Simóndi

Flaminia Veronesi, Maternità sociale, 2024, installation view, Simóndi Gallery. Foto: Beppe Giardino

La galleria Simóndi, fondata nel 2023 da Francesca Simondi, rappresenta la continuazione del percorso culturale avviato da Alberto Peola nel 1989 a Torino. Fin dai suoi esordi, la galleria si è contraddistinta per il suo impegno e supporto verso artisti giovani o emergenti, con una prospettiva che unisce l’attenzione al contesto italiano e il dialogo con alcuni protagonisti della scena europea e internazionale. Alberto Peola ha infatti presentato per la prima volta in Italia artisti come Botto&Bruno nel 1996, Martin Creed nel 1999, Lala Meredith-Vula nel 2002, Michael Rakowitz nel 2006, Emily Jacir nel 2007 e Fatma Bucak nel 2010. Sempre attenta alle nuove tendenze che trovano personali soluzioni narrative nell’impiego dei diversi mezzi espressivi, dalla fotografia alla pittura ai video alle installazioni, la galleria ha collaborato continuativamente con un rilevante numero di artisti che sono stati esposti in musei, biennali, manifestazioni d’arte contemporanea, oltre ad aver ottenuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali.

Emily Jacir, Not So Long As the Night, 2021, installation view, Peola Simondi Gallery. Foto: Beppe Giardino

Da settembre 2023, dopo tre anni di gestione condivisa insieme ad Alberto Peola, Francesca Simondi prosegue da sola la ricerca avviata: la galleria Peola Simondi cambia nome, diventando Simóndi. La linea curatoriale continua a sviluppare un percorso di ricerca e promozione del lavoro di artisti che, pur nella diversità dei contesti geopolitici a cui fanno riferimento, affrontano tematiche che spaziano da quelle ambientali al confronto tra culture diverse, dalle tensioni politiche e sociali alla reinterpretazione della memoria storica di luoghi e comunità.

Mostre

Città Mostra Data
Torino HABITAT. Lo spazio relazionale dell’essere, Marguerite Kahrl, Alessandro Manfrin, Marjetica Potrč, Eugenio Tibaldi Dal 19.09.2024
“Le esperienze dirette hanno alimentato i miei sogni e le mie passioni.”

In conversazione con Francesca Simondi, Simóndi

Com’è iniziato il tuo percorso nell’arte?

Ricordo ancora con emozione il momento in cui ho visto per la prima volta Guernica, i dipinti di Rothko, le performance dell’Abramović, i corpi deformati di Bacon, o The Ballad of Sexual Dependency di Nan Goldin. Le esperienze dirette hanno alimentato i miei sogni e le mie passioni, ed è proprio grazie a esse che ho successivamente scelto di intraprendere percorsi di studio che mi hanno permesso di trasformare questi stimoli nella mia professione. 

Francesca Simondi. Courtesy Simóndi Gallery, Torino. Foto: Isabella Castellano
La visita più inaspettata che hai ricevuto in galleria? La visita che vorresti ricevere? 

Quando ero ragazza, nel periodo universitario, mi sono imbattuta in alcuni articoli di Anna Nadotti pubblicati su il manifesto. Incontrarla in galleria a distanza di una quindicina di anni è stata per me una grande emozione; è una donna di grande cultura che stimo e ammiro profondamente. Percepire il suo apprezzamento per le mostre e gli artisti con i quali collaboro è stata per me una grandissima soddisfazione. Recentemente, un’altra visita mi ha sorpreso: Anna Boghiguian, un bellissimo incontro. La visita che vorrei ricevere? Hans Ulrich Obrist! 

SIMBIOSI. Le interconnesse trame dei funghi, 2023, installation view, Simóndi Gallery. Foto: Beppe Giardino
“Do you have any unrealised projects?” 

Tantissimi. Sono una fervida sognatrice e credo fermamente nel potere del cambiamento: la staticità non fa per me, ho sempre nuove idee e progetti che attendono di essere realizzati. Il mio percorso come gallerista è appena iniziato, ma conoscendomi, se avessi ottant’anni e mi venisse posta la stessa domanda, probabilmente risponderei allo stesso modo! I progetti che aspettano di essere realizzati? Un podcast della galleria, programmi educativi da sviluppare durante l’anno, un format espositivo dedicato agli artisti che lavorano la ceramica, letture sceniche in galleria, e molti altri!  

Ci sono iniziative sociali, ambientali o educative collegate all’arte che hai intrapreso recentemente o alle quali ti vorresti dedicare in futuro?

Nel 2018 ho fondato l’Associazione Culturale Messy Lab, il cui scopo è promuovere la tradizione della ceramica attraverso l’attivazione di corsi e iniziative culturali presso l’Ecovillaggio Torri Superiore (IM). Attraverso l’associazione ho successivamente attivato il programma di residenze d’artista TELL_US, sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando Luoghi della Cultura 2020.

Francesca Ferreri, Matematica della materia, 2022, installation view, Peola Simondi Gallery. Foto: Beppe Giardino
Scegli un’opera da portare con te sull’isola deserta.

Se fossi su un’isola deserta sentirei sicuramente la mancanza delle persone, dei suoni e dei paesaggi della vita di tutti i giorni. Per questa ragione porterei con me le installazioni sonore immersive e le interactives walks di Janet Cardiff & George Bures Miller, attraverso le quali poter viaggiare con la mente e sconfiggere il senso di solitudine.

Leggi l’intervista completa

Artisti

  • Gabriele Arruzzo
  • Cornelia Badelita
  • Paolo Bini
  • Gregorio Botta
  • Botto&Bruno
  • Fatma Bucak
  • Paola De Pietri
  • Francesca Ferreri
  • Eva Frapiccini
  • Gioberto Noro
  • Emily Jacir
  • Marguerite Kahrl
  • Thorsten Kirchhoff
  • Lala Meredith-Vula
  • Yuko Murata
  • Simone Mussat Sartor
  • Perino & Vele
  • Laura Pugno
  • Michael Rakowitz
  • Sophy Rickett
  • Victoria Stoian
  • Adeela Suleman
  • Cosimo Veneziano
  • Dubravka Vidović