La galleria viene inaugurata nel 1994 con la mostra Dadamaino Morellet Uecker. Partecipa al discorso artistico contemporaneo internazionale presentando artisti di diverse generazioni, alternando italiani e stranieri, per creare un dialogo-confronto: le mostre vengono pensate dagli artisti e realizzate in stretta connessione con lo spazio espositivo. La galleria sviluppa un’attività di primo mercato, costituendo un punto di riferimento per il mercato internazionale. In occasione di ogni mostra viene pubblicato un catalogo bilingue, con un saggio introduttivo, la riproduzione delle opere installate in galleria e un apparato biobibliografico.
Da vicino. “In ascolto dell’inudibile risuono dell’opera“, 2016, exhibition view, A arte Invernizzi, Milano. Courtesy A arte Invernizzi, Milano. Foto: Bruno Bani, Milano
Inoltre, la galleria è invitata da musei, fondazioni e istituzioni pubbliche, sia in Italia che all’estero, a collaborare alla realizzazione di mostre monografiche o collettive degli artisti che rappresenta, ed è un punto di riferimento per direttori e curatori. La galleria rappresenta l’Estate di Mario Nigro (1917-1992), Rodolfo Aricò (1930-2002) e Carlo Ciussi (1930-2012). Dal 1994 la galleria partecipa alle più importanti fiere d’arte internazionali.
François Morellet, Mappe visive, 2017, A arte Invernizzi, Milano. Courtesy A arte Invernizzi, Milano. Foto: Bruno Bani, Milano
Mostre
Città
Mostra
Data
Milano
Fragilità | Visioni di una forza formativa
Fino al 06.05.2026
Milano
Fragilità. Visioni di una forza formativa, Dadamaino, François Morellet, Arcangelo Sassolino, Günter Umberg, Grazia Varisco
Fino al 06.05.2026
“Sono cresciuto e ho vissuto con gli artisti sin dalla mia infanzia, è in tale contesto che va letta la nascita della galleria, ovvero come continuazione di un cordone ombelicale che lega la mia vita all’arte.”
Epicarmo Invernizzi. Courtesy A arte Invernizzi, Milano. Foto Bruno Bani, Milano
In conversazione con Epicarmo Invernizzi, A arte Invernizzi
Qual è il valore offerto alla società contemporanea dall’arte in mostra nelle gallerie? Quale il ruolo rivestito da un* gallerista in Italia oggi?
Credo che la galleria costituisca un elemento basilare nel campo dell’arte, perché permette alle opere di confrontarsi con il mondo. Come gallerista ho la possibilità di interagire con lo spettatore attraverso le mie scelte, instaurando un dialogo-stimolo verso nuove aperture conoscitive. La galleria è il luogo in cui si esprime questa urgenza, dove si offrono stimoli per viaggiare sull’onda dell’immaginazione
A arte Invernizzi, via Domenico Scarlatti 12, Milano. Courtesy A arte Invernizzi, Milano. Foto: Bruno Bani, Milano
Com’è iniziato il tuo percorso nell’arte?
Sono cresciuto e ho vissuto con gli artisti sin dalla mia infanzia: mio padre, poeta, li ha sempre frequentati. È in tale contesto che va letta la nascita della galleria, ovvero come continuazione di un cordone ombelicale che lega la mia vita all’arte. In questo spazio vorrei offrire al pubblico la possibilità di vivere le sensazioni che io stesso ho provato e provo di fronte al mistero dell’arte.
Quando e come hai fondato la tua galleria?
Ho aperto la galleria a Milano nel 1994 e mi è imprescindibile fare riferimento all’ambiente in cui sono cresciuto. Se il mio intento primario è renderla una fucina di idee e un centro propulsore di iniziative, lo devo soprattutto alla mia formazione. Infatti, fin dalla metà degli anni ’80, ho organizzato mostre e convegni in spazi pubblici, e per due anni ho collaborato con il Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano.
A arte Invernizzi, via Domenico Scarlatti 12, Milano. Courtesy A arte Invernizzi, Milano. Foto: Bruno Bani, Milano
Parlaci dello spazio che hai scelto per la tua galleria e il contesto nel quale è inserito.
La galleria è stata inaugurata nel 1994 all’interno di un palazzo storico, ed è stato scelto uno spazio che non fosse un white cube, dove l’opera potesse dialogare con l’ambiente espositivo. Con la ristrutturazione dello spazio si è voluta mantenere la struttura architettonica originaria per poter creare un unicum tra opera e ambiente.
Il tuo programma: di che tipo di arte ti occupi?
Le mostre che propongo danno spazio ad artisti di diverse generazioni, italiani e stranieri, per creare un dialogo-confronto e fornire un panorama il più possibile articolato sul contemporaneo: come già dissi in un’intervista del ’95, è ciò che nel presente è anche memoria futura, perché dà accesso a nuove possibilità conoscitive, originando nuove aperture di senso.