Botticelli Antichità

Botticelli Antichità, Firenze. Courtesy Botticelli Antichità, Firenze

Mia sorella Eleonora e io abbiamo ereditato dai nostri genitori la galleria d’arte Botticelli, nata a Firenze nel 1959. Essere mercanti d’arte di seconda generazione ci ha permesso di operare scelte decise e spesso in controtendenza.

Botticelli
Botticelli Antichità, Firenze. Courtesy Botticelli Antichità, Firenze

Il gallerista di Arte Antica ha il privilegio speciale di passare il suo tempo viaggiando con la mente attraverso le epoche, la vita e le opere degli artisti del passato. Il nostro lavoro ci permette di avere contatti continui con studiosi e colleghi appassionati come noi del nostro campo di studi. Ci occupiamo della cura, della gestione, dell’acquisto e della vendita di meravigliose opere d’arte, ma, soprattutto, le amiamo. Il nostro obiettivo principale è la creazione di un ponte tra i nostri amici collezionisti e le opere adatte alle loro raccolte. Ci occupiamo prevalentemente di scultura tra Medioevo ed Età Barocca, con digressioni dettate dal cuore. La nostra unica sede è a Firenze, in via Maggio, aperta soltanto su appuntamento. Partecipiamo alla Biennale di Firenze dalle prime edizioni, a TEFAF Maastricht, a Frieze Masters a Londra.

Botticelli
Botticelli Antichità, Firenze. Courtesy Botticelli Antichità, Firenze
“Da sempre, nel mio settore, gli antiquari italiani si sono distinti per il coraggio, e, se vogliamo, per la sana spregiudicatezza.”
Bruno ed Eleonora Botticelli. Courtesy Botticelli Antichità

In conversazione con Bruno Botticelli, Botticelli Antichità

C’è un modo di fare il gallerista in Italia diverso rispetto agli altri paesi? Esiste un Made in Italy del tuo lavoro?

Sì, esiste. “Italiano” significa capace di percorrere una strada individuale senza dipendere da gruppi o associazioni. Il bello e il brutto degli italiani coincidono. Da sempre, nel mio settore, gli antiquari italiani si sono distinti per il coraggio, e, se vogliamo, per la sana spregiudicatezza. Dal Sud America alla Svezia, dove si palesa un’opportunità, girando un angolo ti imbatterai in uno di noi!

Quale il ruolo rivestito da un gallerista in Italia oggi?

Le novità inaspettate e l’attuale velocità formidabile di cambiamento della società stanno provocando, nelle nuove generazioni, un distacco dal senso della storia e una forma di apolidismo cognitivo e culturale. Credo che il gallerista debba interpretare il ruolo che i cantori greci, che chiamiamo Omero, hanno avuto nel loro tempo. La coscienza che tutto è contemporaneo, che il tempo va in più direzioni, deve essere il nostro messaggio.

Qual è il tuo background?

Una famiglia di antiquari. Un padre cantante lirico, pittore, insegnante, e infine – o all’inizio – antiquario. Il liceo artistico, parte dell’università a Firenze, Storia dell’arte, gli anni ’80, le gallerie nascenti, il teatro, la musica nuova, vissute senza preclusioni. La New York di Basquiat e dei vecchi antiquari ebrei scappati dalla Mitteleuropa negli anni ’30. La Firenze dove i pescivendoli davano lezioni di letteratura e di vita.

Botticelli Antichità, Firenze. Courtesy Botticelli Antichità
Com’è iniziato il tuo percorso nell’arte?

Il liceo artistico a Firenze e l’esperienza diretta sono stati gli inizi di ciò che sono. Nonostante io sia nato in una famiglia di antiquari, senza l’esperienza diretta del tentativo artistico il mio percorso sarebbe stato un vicolo cieco. L’aver frequentato in giovanissima età i manovali dell’arte ha creato in me una coscienza del gesto artistico stesso. Oggi e allora le mie emozioni non conoscono le barriere delle epoche.

Come costruisci il tuo rapporto con i giovani collezionisti? Come mantieni vivo quello con i collezionisti affezionati?

Condividere le emozioni, spezzare e dividere il pane dell’arte è l’unico modo nel quale concepisco il rapporto con i collezionisti. Così come le emozioni non conoscono le barriere dell’età e del tempo, così, in una “corrispondenza di amorosi sensi”, il rapporto nasce e si mantiene nella condivisione dell’esperienza dell’opera d’arte. Visitare e conoscere insieme diventa il tramite della crescita contemporanea del gallerista e del collezionista.

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