Pae White, Demimondaine, 2017, installation view, kaufmann repetto, Milano. Courtesy l'artista e kaufmann repetto, Milano / New York. Foto: Andrea Rossetti
Sedi
kaufmann repetto Milano
via di Porta Tenaglia 7
20121 Milano
kaufmann repetto New York
55 Walker Street
10013 New York
Stati Uniti
Fondata nel 2000, kaufmann repetto è una galleria con sedi a Milano e New York. Dalla sua nascita dedica il proprio programma ad artiste e artisti internazionali, con una particolare attenzione al femminile, e all’indagine di temi sociali e politici.
Una moltitudine di media e approcci artistici caratterizzano la ricerca della galleria, che fin dal principio promuove ambiziose installazioni e progetti site specific, favorendo il dialogo tra gli artisti e lo spazio che li ospita. Dopo dieci anni nella sua sede storica, la galleria amplia i proprio spazi nel centrale quartiere di Brera, dove aggiunge un cortile dedicato alla presentazione di sculture e installazioni da esterno.
Nicolas Party, Two Naked Woman, 2015, installation view, kaufmann repetto, Milano. Courtesy l’artista e kaufmann repetto, Milano / New York. Foto: Andrea Rossetti
Nel 2013 apre la seconda sede a New York nel quartiere di Chelsea, che nel 2019 si sposta a 55 Walker Street, contribuendo al fiorire della vivace comunità artistica di Tribeca. kaufmann repetto è frutto di una collaborazione tra Francesca Kaufmann e Chiara Repetto.
Vent’anni – Twenty Years, 2020, exhibition view, kaufmann repetto, Milano. Courtesy gli artisti e kaufmann repetto, Milano / New York. Foto: Andrea Rossetti
Mostre
Città
Mostra
Data
Milano
Back Facing Front, Thea Djordjadze
Fino al 28.02.2026
Milano
Exhale/Inhale, Gaëlle Choisne
Fino al 28.02.2026
“Volevo dare agli artisti un’esperienza “italiana”, in un contesto architettonico stimolante, a due passi da luoghi culturali come Brera, La Scala e la Triennale.”
Chiara Repetto e Francesca Kaufmann. Courtesy kaufmann repetto. Foto: Billy Sullivan
In conversazione con Francesca Kaufmann e Chiara Repetto, kaufmann repetto
Qual è il valore offerto alla società contemporanea dall’arte in mostra nelle gallerie?
Le gallerie sono un punto d’incontro tra artisti, collezionisti, curatori, istituzioni. Al di là della funzione commerciale, ogni anno le gallerie italiane allestiscono centinaia di mostre aperte gratuitamente al pubblico, contribuendo in maniera rilevante al panorama culturale.
Qual è il vostro background?
Francesca: Negli anni ‘90 mi sono formata lavorando con gallerie come Guenzani, Claudia Gian Ferrari, Esther Schipper e Metro Pictures. Fondamentale anche la mia collaborazione con Alighiero Boetti.
Chiara: Dopo un master e delle esperienze in editoria letteraria, ho iniziato a seguire la galleria da dietro le quinte, calamitata dall’energia e dallo stimolo intellettuale che emanava.
Parlateci dello spazio che hai scelto per la vostra galleria e il contesto nel quale è inserito.
Negli anni ‘90, rispetto all’estero l’Italia era ancora profondamente legata al proprio passato. Ero certa di volere il mio spazio a Milano, città che ho sempre amato. Non era nemmeno un caso la scelta di aprire nel centro storico – volevo dare agli artisti un’esperienza “italiana”, in un contesto architettonico stimolante, a due passi da luoghi culturali come Brera, La Scala e la Triennale.
Eva Rothschild, Middle Temple, 2015, kaufmann repetto, Milano. Courtesy l’artista e kaufmann repetto, Milano / New York. Foto: Andrea Rossetti
Il vostro programma: di che tipo di arte vi occupate?
Siamo da sempre focalizzate su una ricerca al femminile, su questioni di natura politica e sociale, su pratiche di attivismo all’interno della produzione artistica. Inoltre privilegiamo i progetti site specific, per creare un dialogo tra l’artista, il contesto della galleria e la città: una sorta di “estetica relazionale”, sia nel lavoro con gli artisti che nella condivisione con l’esterno.
La prima mostra nella vostra galleria?
Aprimmo nel 2000 con Candice Breitz, fresca dalla Biennale di Istanbul. Presentare un’installazione video in un piccolo spazio white cube affacciato su un cortile settecentesco non era una scelta scontata, era piuttosto un manifesto. Poi è cresciuta la galleria, fondata sui valori condivisi con Candice, e poi, in seguito, con tante altre artiste e artisti che, come noi, credono in un’arte impegnata.
Latifa Echakhch, Verso, 2012, kaufmann repetto, Milano. Courtesy l’artista e kaufmann repetto Milano / New York. Foto: Roberto Marossi