Galleria Lia Rumma

Ettore Spalletti, Ho visto con i miei occhi quanto è lontana la terra, 2010, exhibition view, Galleria Lia Rumma, Milano. Courtesy Galleria Lia Rumma, Milano/Napoli. Foto: W. Hannappel

Lia Rumma, a fianco del marito Marcello, inizia a collezionare arte e a sostenere mostre ed eventi negli anni ’60. Leggendaria è la rassegna Arte Povera + Azioni Povere (1968) da loro promossa negli Arsenali di Amalfi, a cura di Germano Celant, che segna la nascita del movimento dell’Arte Povera. Dopo la scomparsa di Marcello, Lia Rumma apre a Napoli, nel 1971, la sua prima galleria con la mostra L’ottava investigazione di Joseph Kosuth. Nel 1999 apre il secondo spazio, a Milano, con una personale di Enrico Castellani.

Lia Rumma
Vanessa Beecroft, VB26, 1997, exhibition view, Galleria Lia Rumma, Napoli. Courtesy Galleria Lia Rumma, Milano/Napoli. Foto: Armin Linke

Fin dall’inizio, la Galleria Lia Rumma svolge un ruolo fondamentale nella scoperta delle tendenze emergenti sulla scena artistica internazionale come l’Arte Povera, la Minimal Art, l’Arte Concettuale, esplorando poi i linguaggi della fotografia, della pittura e della performance. Nel corso degli anni, la galleria ha organizzato e supportato progetti pubblici in Italia e all’estero, come I Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer al Pirelli HangarBicocca di Milano. Nel 2010 una personale di Ettore Spalletti ha celebrato l’apertura di un grande spazio a Milano su tre livelli. L’edificio, concepito per l’Arte e gli artisti, ha segnato una nuova e fondamentale tappa nella storia della galleria.

Lia Rumma
Joseph Kosuth, Existential Time, 2019, installation view, Galleria Lia Rumma, Milano. Courtesy Galleria Lia Rumma Milano/Napoli. Foto: Roberto Marossi
“Per le mie gallerie ho deciso di scegliere due città, due spazi, due contesti opposti tra loro, e per questo, a mio avviso, assolutamente complementari. ”
Lia Rumma. Courtesy Galleria Lia Rumma Milano / Napoli. Foto: Danilo Ursini

In conversazione con Lia Rumma, Galleria Lia Rumma

Com’è iniziato il tuo percorso nell’arte?

Ho iniziato a collezionare arte nei primi anni Sessanta con mio marito, Marcello Rumma: eravamo poco più che ventenni. Abitavamo a Salerno, e, per quanto giovani, eravamo curiosi di conoscere quanto stava accadendo nel mondo dell’arte contemporanea. Prendiamo contatti con le gallerie che allora erano tra le più prestigiose. Alla scomparsa di Marcello nel 1970 mi trasferisco a Napoli e apro la mia galleria.

Ettore Spalletti, Ho visto con i miei occhi quanto è lontana la terra, 2010, Galleria Lia Rumma, Milano. Courtesy Galleria Lia Rumma Milano / Napoli. Foto: W. Hannappel
Come hai scelto le sedi della galleria?

Per le mie gallerie ho deciso di scegliere due città, due spazi, due contesti opposti tra loro, e per questo, a mio avviso, assolutamente complementari. Da una parte c’è Napoli, con il suo calore e la sua follia, e dall’altra c’è Milano, con il suo pragmatismo e la sua organizzazione: nelle mie gallerie le caratteristiche di entrambe le città si fondono in un unico luogo, creando una rara sinergia.

Il tuo programma: di che tipo di arte ti occupi?

La Galleria Lia Rumma si occupa di arte contemporanea, spaziando da artisti ormai storicizzati come Anselm Kiefer, William Kentridge, Joseph Kosuth, ad artisti emergenti e mid-career, portando avanti un’attività di ricerca animata da un’insaziabile curiosità.

Un’istituzione italiana alla quale sei particolarmente legata, un progetto che vuoi ricordare?

Ci sono vari progetti a cui sono legata: I Sette Palazzi Celesti di Anselm Kiefer al Pirelli HangarBicocca di Milano; Triumphs and Laments, l’imponente fregio temporaneo realizzato da William Kentridge a Roma sul Lungotevere; le installazioni permanenti nelle stazioni della metropolitana di Napoli di Joseph Kosuth, William Kentridge e Gian Maria Tosatti: opere che entrano in contatto costante con la nostra quotidianità.

Come costruisci il tuo rapporto con i giovani collezionisti? Come mantieni vivo quello con i collezionisti affezionati?

Che si tratti di giovani collezionisti o di collezionisti affezionati, il rapporto si costruisce sempre su una fondamentale fiducia reciproca. Per questo motivo, spesso e volentieri, diventa un rapporto personale e diretto, animato da una comune passione per l’arte e da una stima condivisa.

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Artisti

  • Marina Abramović
  • Giovanni Anselmo
  • Victor Burgin
  • Vanessa Beecroft
  • Giuliano Dal Molin
  • Gino De Dominicis
  • Michele Guido
  • Gary Hill
  • Alfredo Jaar
  • Ilya and Emilia Kabakov
  • William Kentridge
  • Anselm Kiefer
  • Joseph Kosuth
  • Clegg&Guttmann
  • Hendrik Krawen
  • Wolfgang Laib
  • David Lamelas
  • Domenico Antonio Mancini
  • Marzia Migliora
  • Mocellin-Pellegrini
  • Luca Monterastelli
  • Reinhard Mucha
  • Ugo Mulas
  • Michelangelo Pistoletto
  • Thomas Ruff
  • Wael Shawky
  • Ettore Spalletti
  • Haim Steinbach
  • Gian Maria Tosatti
  • Dré Wapenaar
  • Tobias Zielony
  • Gilberto Zorio