Tornabuoni Arte

Tornabuoni Arte, Firenze. Courtesy Tornabuoni Arte, Firenze

Tornabuoni Arte nasce nel 1981 a Firenze, in via Tornabuoni, grazie alla passione per l’arte di Roberto Casamonti – passione ereditata dal padre, collezionista di arte italiana del Novecento.
Nel corso degli anni la galleria inaugura le sedi espositive di Milano (1995), Forte dei Marmi (2004), Tornabuoni Arte Antica (2006), di Crans Montana (1993), Parigi (2009), Londra (2015).

Tornabuoni Arte, Firenze. Courtesy Tornabuoni Arte, Firenze

L’attività espositiva nelle diverse gallerie si sviluppa nell’organizzazione di un’esposizione annuale itinerante nelle diverse sedi, di mostre personali di artisti storicizzati ed emergenti, così come di esposizioni a tema, che focalizzano l’attenzione sull’avanguardia del Secondo dopoguerra. Si ricordano le mostre personali dedicate ad artisti quali Alighiero Boetti, Alberto Burri, Enrico Castellani, Mario Ceroli, Lucio Fontana, Arnaldo Pomodoro, Paolo Scheggi.

Tornabuoni
Tornabuoni Arte, Firenze. Courtesy Tornabuoni Arte, Firenze

Tornabuoni Arte è presente annualmente alle maggiori fiere d’arte contemporanea e lavora inoltre a stretto contatto con musei e istituzioni. Grazie all’esperienza maturata e alla conoscenza del lavoro degli artisti che rappresenta, la galleria si è anche affermata nell’attività di consulenza rivolta a collezioni pubbliche e private.

Mostre

Città Mostra Data
Firenze Arte Moderna e Contemporanea. Antologia scelta. 2021 Fino a 28.11.2021
Forte dei Marmi Arte Moderna e Contemporanea. Antologia scelta. 2021 Fino a 28.11.2021
Milano Arte Moderna e Contemporanea. Antologia scelta. 2021 Fino a 28.11.2021
“Le gioie più grandi sono tutte le volte in cui riusciamo ad aiutare opere d’arte italiana a entrare nelle collezioni dei più grandi musei internazionali.”
Michele Casamonti. Courtesy Tornabuoni Arte

In conversazione con Michele Casamonti, Tornabuoni Arte

Un’istituzione italiana alla quale sei particolarmente legato, un progetto che vuoi ricordare?

La Fondazione Giorgio Cini a Venezia e la Fondazione Burri a Città di Castello. Il risultato più bello è stato collaborare con entrambe per la mostra di Alberto Burri durante la Biennale di Venezia 2019. Recandosi a Città di Castello da Firenze, tappa obbligatoria a Monterchi per meditare davanti alla bellezza sconvolgente della Madonna del Parto di Piero della Francesca.

Il momento più complicato e il più felice, fino a oggi, della tua carriera?

Nel 2017, quando dovevamo presentare sei opere Fine di Dio di Fontana, due opere, venti giorni prima della mostra, sono diventate purtroppo indisponibili all’esposizione. Fortunatamente il progetto è comunque riuscito, e rimane uno dei progetti più belli della mia vita. Viceversa, le gioie più grandi sono tutte le volte in cui riusciamo ad aiutare opere d’arte italiana a entrare nelle collezioni dei più grandi musei internazionali.

Qualcosa di importante che hai imparato da un* artista? e da un* collezionista?

Preparando una mostra su Arnaldo Pomodoro, mi sono affezionato a un suo modo semplice ma efficace di descrivere la storia dell’arte: paragonandola a una catena, i grandi artisti sono coloro che riescono ad aggiungere un nuovo anello a questa catena. Ogni generazione ha molti artisti, ma sono poche le opere che rimarranno. Sono i tagli di Lucio Fontana, i sacchi di Alberto Burri, gli specchi di Michelangelo Pistoletto, le sfere di Arnaldo Pomodoro.

Scegli un’opera da portare con te sull’isola deserta.

Porterei un’opera che risulta inesauribile a ogni sguardo, e che si rinnova, perché è l’unica con cui posso vivere. Forse le opere del ciclo Tutto di Alighiero Boetti sono le uniche dove lo sguardo si può dilatare nel tempo, scoprendo ogni volta una composizione nuova. Altra opera che potrei ammirare per ore, nella quale trovo un senso estetico che si rinnova, è il mitico Nudo rosso di Modigliani (1917).

“Do you have any unrealised projects?”

Il mio sogno sarebbe realizzare una mostra, a cui sto lavorando, in cui si confrontano opere di Enrico Castellani e i suoi riflessi, la sua influenza sull’architettura contemporanea, in particolare sull’architettura delle superfici e sul gioco di luci e ombre che l’architettura ha esplorato dagli anni ’60 in poi.

Leggi l’intervista completa

Artisti

  • Carla Accardi
  • Valerio Adami
  • Afro Balsadella
  • detto Afro
  • Josef Albers
  • Getulio Alviani
  • Franco Angeli
  • Karel Appel
  • Arman
  • Pierre Fernandez
  • Pablo Atchugarry
  • Bernard Aubertin
  • Enrico Baj
  • Giacomo Balla
  • Vanessa Beecroft
  • Alberto Biasi
  • Alighiero Boetti
  • Agostino Bonalumi
  • Alberto Burri
  • Pier Paolo Calzolari
  • Massimo Campigli
  • Giuseppe Capogrossi
  • Carlo Carrà
  • Felice Casorati
  • Enrico Castellani
  • Maurizio Cattelan
  • Mario Ceroli
  • Sandro Chia
  • Giuseppe Chiari
  • Christo
  • Gianni Colombo
  • Tony Cragg
  • Roberto Crippa
  • Dadamaino
  • Giorgio De Chirico
  • Nicola De Maria
  • Filippo De Pisis
  • Piero Dorazio
  • Jean Fautrier
  • Tano Festa
  • Lucio Fontana
  • Anne-Karin Furunes
  • Omar Galliani
  • Renato Guttuso
  • Hans Hartung
  • Emilio Isgrò
  • Asger Jorn
  • Jannis Kounellis
  • Wilfredo Lam
  • Osvaldo Licini
  • Francesco Lo Savio
  • Alberto Magnelli
  • Serafino Maiorano
  • Renato Mambor
  • Piero Manzoni
  • Marino Marini
  • Georges Mathieu
  • Fausto Melotti
  • Mario Merz
  • Joan Mirò
  • Mario Nigro
  • Gastone Novelli
  • Mikayel Ohanjanyan
  • Nam June Paik
  • Mimmo Paladino
  • Giulio Paolini
  • Pino Pascali
  • Francesca Pasquali
  • Pablo Picasso
  • Luca Pignatelli
  • Cristiano Pintaldi
  • Michelangelo Pistoletto
  • Serge Poliakoff
  • Arnaldo Pomodoro
  • Giò Pomodoro
  • Gioacchino Pontrelli
  • Carlo Rea
  • Ottone Rosai
  • Mimmo Rotella
  • Alberto Savinio
  • Paolo Scheggi
  • Mario Schifano
  • Turi Simeti
  • Mario Sironi
  • Daniel Spoerri
  • Mario Tozzi
  • Giulio Turcato
  • Günther Uecker
  • Giuseppe Uncini
  • Victor Vasarely
  • Emilio Vedova
  • Andy Warhol