La cattedrale del vino, mimesi tra segno architettonico e natura

Cantina Antinori
Cantina Antinori, Archea Associati, 2013, veduta del ristorante Rinuccio 1180, photo credit Pietro Savorelli

Se avete l’occasione di percorrere la superstrada Firenze-Siena in direzione Siena, all’altezza dell’uscita Bargino potrete notare due tagli nella collina, due fenditure “quasi naturali” circondate da vigneti.

Cantina Antinori, Archea Associati, Le fenditure nella collina. Foto: Pietro Savorelli

A una visione più attenta scoprirete che le fenditure non sono naturali, ma artificiali. Si tratta di due dei tre piani interrati della meravigliosa Cantina Antinori, che rappresenta il più importante intervento di architettura contemporanea in Toscana dell’ultimo decennio. Progettata dallo studio Archea Associati e inaugurata nel 2013, questa Cantina è una vera cattedrale del vino, costruita con materiali naturali quali cotto, legno e vetro. La struttura è caratterizzata da un colore marrone tendente al rosso che si armonizza perfettamente con la natura circostante. Inserito all’interno della collina, il complesso architettonico si distingue per il basso impatto ambientale e l’alta efficienza energetica – caratteristiche che le hanno consentito di essere inserita nel Toscana Wine Architecture, un circuito che unisce cantine d’autore e design.

Cantina Antinori, Archea Associati, scala elicoidale. Foto: Pietro Savorelli

Entrando da un grande cancello, dopo due tornanti, la strada diventa un tunnel interrato fino al parcheggio, nel cuore della collina, che riceve luce naturale da una scenografica scala elicoidale. La scala porta alla terrazza d’ingresso e successivamente al tetto, dove si trovano la sala di ricezione delle uve, alcuni locali per la lavorazione del vino, e, infine, il ristorante Rinuccio 1180, che prende il nome del capostipite della famiglia Antinori e che, immerso tra i vigneti, si affaccia sulla campagna antropizzata del Chianti Classico. Qui si possono gustare, in accordo con le stagioni, piatti della tradizione fiorentina rivisitati in chiave contemporanea e accompagnati da un’ampia selezione di vini dei Marchesi Antinori.

Cantina Antinori
Cantina Antinori, Archea Associati, 2013, interno delle cantine. Foto: Pietro Savorelli

A tal proposito, suggeriamo di iniziare la vostra esperienza nella storia e nell’attività della famiglia (la società, che ha la sua sede proprio all’interno della Cantina di Bargino, è attualmente presieduta dalla figlia maggiore del Marchese Piero Antinori, Albiera, affiancata dalle sorelle Allegra e Alessia) con la visita delle cantine. Questa si conclude con una degustazione dei loro vini, che può essere di quattro tipologie diverse a seconda del grado di passione che avete nei confronti del vino.

Prima di concludere il percorso con una sosta al ristorante, consigliamo una visita alla collezione di opere d’arte, sia quelle storiche – raccolte sin dal XIV secolo dalla famiglia –, sia quelle contemporanee che fanno parte dell’Antinori Art Project – con Yona Friedman, Giorgio Andreotta Calò, Jorge Peris, Rosa Barba, Tomás Saraceno. Ne avrete già ammirate diverse lungo il percorso all’interno della cantina.

Tomás Saraceno, Biosphere 06, cluster of 3, Cantina Antinori. Foto: Pietro Savorelli

Scopri altri tips che parlano di

EnogastronomiaToscanaVino