Castello di Perno: Arte, letteratura e vino nelle Langhe

La prima volta che ho visitato il Castello di Perno è stata oltre venticinque anni fa. All’epoca lavoravo presso Finarte in qualità di esperto. La casa editrice Giulio Einaudi, allora proprietaria, aveva una prestigiosa collezione d’arte che si trovava costretta a vendere, fra cui spiccavano capolavori di Gaetano Previati, Gastone Novelli e Pino Pascali.

Castello di Perno
L’androne del Castello di Perno e un’opera di Patrizio di Massimo

Durante questa prima, breve visita, ero rimasto incantato dalla bellezza del paesaggio che circonda l’edificio: i filari di viti si inerpicano sulla collina e la vista si apre a perdita d’occhio in tutte le direzioni. Mentre svuotavamo i locali, trasportando con attenzione gli immensi teleri, mi chiedevo che fine avrebbe fatto questo luogo. Era la fine di un’epoca, dominata dalla figura di Giulio Einaudi, padre e padrone dell’editoria italiana del dopoguerra. Da qui erano passati tutti: da Primo Levi a Italo Calvino, da Massimo Mila a Leone Ginzburg fino a Norberto Bobbio.

Castello di Perno
Sala da fumo e un’opera di Maurizio Donzelli

Quando ho saputo che l’amico Gregorio Gitti aveva rilevato questa proprietà ne sono stato molto contento. Così il castello riprendeva vita, non solo nelle sue attività agricole, ma anche come polo culturale. È la dimostrazione che ogni luogo ha non solo una storia, ma anche un destino, quello che i romani chiamavano il genius loci. Evidentemente dal Castello di Perno non se n’è mai andato. Anzi, si è fatto sentire fino a Brescia, e ha spinto Gregorio a recarsi nelle Langhe. Lì, si è lasciato affascinare dalle sirene che prima di lui avevano incantato Einaudi.

Castello di Perno
Il villaggio di Perno, Monforte d’Alba (CN)

Castello di Perno

Il Castello di Perno domina l’omonimo borgo, frazione di Monforte d’Alba dal 1932. Il Castello fu costruito in epoca medievale come fortilizio difensivo dalla famiglia Falletti. Alla fine degli anni ’70 del secolo scorso il Castello fu acquistato dalla casa editrice Giulio Einaudi che ne fece la propria sede secondaria, gemella di quella di via …

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