Galleria Umberto Di Marino

Santiago Cucullu, The Chosen Few, 2011, installation view, Galleria Umberto Di Marino, Napoli. Foto: Danilo Donzelli

La Galleria Umberto Di Marino inizia la sua attività nel 1994 a Giugliano, concentrando da subito la propria attenzione sulla coesistenza tra il linguaggio artistico e una periferia difficile come quella napoletana. L’obiettivo di questa prima esperienza è dare vita a un luogo di interesse e di partecipazione, prima per la propria cerchia di contatti e successivamente per l’intera comunità. Tra le mostre più importanti di quel periodo: “Napoli Borderline” di Vettor Pisani, nel 2001, e “Architetture del colore” di Hidetoshi Nagasawa, nel 2002.

Eugenio Tibaldi, Cuba casinò, exhibition view, 2016, Galleria Umberto Di Marino, Napoli.
Foto: Danilo Donzelli

Nel 2005 la galleria inaugura un nuovo spazio nel centro di Napoli. La sua programmazione prevede la regolare alternanza di mostre di giovani artisti italiani e internazionali.

Eva Papamargariti, Precarious Inhabitants, exhibition view Every breath you take, 2018, a cura di Alberta Romano, Galleria Umberto Di Marino, Napoli. Foto: Danilo Donzelli

Nel corso degli anni, la Galleria Umberto Di Marino ha rafforzato il proprio spirito di ricerca, indirizzando il suo interesse verso un’analisi del rapporto tra architettura, natura, antropologia e stili di vita alternativi. Uno sguardo attento al territorio e il supporto delle istituzioni ha permesso la realizzazione di numerose mostre off-site in luoghi storici della città di Napoli.
A oggi la galleria vanta una gestione interamente famigliare.

Mostre

Città Mostra Data
Napoli Autofiction, Pedro Neves Marques Fino a 08.11.2020
Telese HABITAT 01 – Aquapetra Parco D'Arte e Collezione Agovino, Eugenio Tibaldi Fino a 31.12.2020
“Ho sempre inteso la galleria come un’estensione del mio pensiero, con l’idea di approfondirlo attraverso lo sguardo degli artisti.”
Umberto Di Marino. Courtesy Galleria Umberto Di Marino. Foto: Adelaide Di Nunzio

In conversazione con Umberto di Marino, Galleria Umberto Di Marino

Quali sono le tue previsioni sul futuro del sistema dell’arte nel settore di cui ti occupi? Qual è la sfida più grande che dovrai affrontare?

Mi sono soffermato spesso su come alcuni processi di sovrapproduzione stessero cambiando il sistema dell’arte. Già un anno fa, con Visto da qui, cercavo di rispondere a questa domanda spogliando l’evento mostra dalle sue appendici non necessarie. La sfida più grande sarà quella di realizzare una home-gallery rispondendo a quella prima intuizione di galleria come bene comune.

Quando e come hai fondato la tua galleria?

La galleria è stata fondata nel 1994 a Giugliano, in Campania. Al tempo non potevo fare a meno di analizzare il contesto in cui mi trovavo: la periferia napoletana. Il trasferimento a Napoli nel 2005 mi ha permesso nuove collaborazioni con istituzioni e artisti internazionali, estendendo così la mia attenzione a temi sociali, politici, al fallimento della modernità e al post-colonialismo.

Sergio Vega, Shamanic Modernism: Parrots, Bossanova and Architecture, 2016, exhibition view, Galleria Umberto di Marino, Napoli. Foto: Danilo Donzelli
Il tuo programma: di che tipo di arte ti occupi?

Ho sempre inteso la galleria come un’estensione del mio pensiero, con l’idea di approfondirlo attraverso lo sguardo degli artisti. Tra i temi più sviluppati: la rilettura delle dinamiche coloniali; il superamento dei principi dicotomici modernisti; la ricerca antropologica, sociale e politica. Inoltre, ho sempre cercato di costruire un rapporto di onesta e profonda amicizia con i miei artisti.

Qualcosa di importante che hai imparato da un* artista? E da un* collezionista?

Per quanto riguarda gli artisti, non dimenticherò mai i consigli di Vettor Pisani, in modo particolare la sua lucida e ancora attuale analisi del sistema dell’arte. Tra i collezionisti, mi piace citare l’enorme passione per l’arte di Ovidio Jacorossi e dei coniugi Cotroneo che li spinse fino in provincia e l’incredibile organizzazione istituzionale e messa in gioco personale delle collezioni Agovino e Taurisano.

Come immagini la tua galleria tra dieci anni?

La necessità di un cambiamento strutturale delle istituzioni e la riflessione sul bene comune mi hanno portato a immaginare la galleria del futuro come un luogo intimo, dove sia possibile approfondire il lavoro con gli artisti, visitare il deposito e l’archivio. La vedo come una home-gallery, una casa per la nostra famiglia e per chi vorrà entrare in contatto con questa nuova dimensione.

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Artisti

  • Jota Castro
  • Santiago Cucullu
  • Alberto Di Fabio
  • Eugenio Espinoza
  • Luca Francesconi
  • Francesca Grilli
  • Satoshi Hirose
  • Francesco Jodice
  • Ana Manso
  • Pedro Neves Marques
  • Marco Raparelli
  • André Romão
  • Eugenio Tibaldi
  • Sergio Vega
  • Stella Scala e Simeone Crispino (detti vedovamazzei)