La Galleria Nazionale: un viaggio nel tempo

Se Roma ammalia e affascina con le bellezze del Barocco e delle sue antichità, il richiamo più forte resta per me quello della Galleria Nazionale. Ogni volta che sono in città la raggiungo a piedi attraversando Villa Borghese e mi concedo una passeggiata in quello che considero il più bel museo in Italia.

Una visita alla Galleria Nazionale è come un viaggio nel tempo attraverso le principali correnti artistiche che hanno attraversato l’Ottocento e il Novecento, dal Neoclassicismo all’Impressionismo, dal Divisionismo alle Avanguardie storiche, dal Futurismo al Surrealismo, fino alle esperienze della Scuola Romana.

Galleria Nazionale, Roma

L’attuale allestimento delle collezioni, pensato come una mostra sul tema del tempo, si dirama in percorsi simultanei in cui le opere sono accostate per assonanze, contrasti, rimandi e citazioni. Anche l’edificio di Cesare Bazzani è protagonista di questa rilettura, stabilendo un dialogo tra presente e passato: un metodo quasi archeologico lo ha riportato al suo splendore originario. Si è infatti puntato al recupero della primitiva funzionalità d’insieme dell’edificio con l’intento di assegnare ad ogni spazio un compito specifico con il fine di valorizzare il museo anche come strumento urbanistico.

Prima di terminare la mia visita, mi fermo sempre per qualche minuto davanti a uno dei capolavori del museo: Senza titolo (A proposito di Venezia) di Tancredi Parmeggiani.

Tancredi Parmeggiani, Senza titolo (A proposito di Venezia), 1958-59.

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