Galleria Massimo Minini

Anish Kapoor, Widow, 2020, installation view, Galleria Massimo Minini, Brescia. Courtesy l’artista e Galleria Massimo Minini, Brescia. Foto: Attilio Maranzano

Si può iniziare a parlare di Storia, anche per una galleria d’arte, solo quando è passato molto tempo. Purtroppo le gallerie durano poco. Se mi guardo indietro e cerco di ricordare i nomi delle gallerie, questi sfumano nell’indistinto. Sovente una buona galleria ha vita breve, a volte una pessima ha vita lunga. Difficile è tenere a lungo sulla qualità. Penso di poter dire che la galleria che porta il mio nome sia riuscita a tenere alto il livello dello scontro, dal 1973 a oggi. Quale alchimia serve per vincere la gara contro il tempo? Tempus fugit, certo, ma oggi più che la fuga conta il continuo cambiamento di scenario.

Massimo Minini
Nedko Solakov, A Group Show #2, 2014, Galleria Massimo Minini, Brescia. Courtesy l’artista e Galleria Massimo Minini, Brescia. Foto: Andrea Rossetti

L’arte trasmuta da un’attitudine all’altra. Come inseguire gli ismi, le novità, i cambiamenti? Ognuno di noi se è stato profondamente partecipe di una idea trova difficoltà ad ammettere che il suo esatto contrario abbia identico valore, eppure così va il mondo e per dare testimonianza di questo continuum contraddittorio un gallerista deve affidare il compito di scegliere ad altri da sé.

Massimo Minini
Peter Halley e Alessandro Mendini, 2008, exhibition view, Galleria Massimo Minini, Brescia. Courtesy gli artisti e Galleria Massimo Minini, Brescia. Foto: Andrea Gilberti

E così la MASSIMO MININI si trasforma piano piano in FRANCESCA MININI. Ma poi la vecchia espone i giovani della nuova … e la giovane galleria espone gli storicizzati. Il mazzo mischia le carte, chi farà poker?

Mostre

Città Mostra Data
Brescia Alberto Garutti Fino al 06.11.2021
“ La scena artistica italiana è caratterizzata da “dilettantisti”, nel senso letterale del termine – un’arte che porta diletto e non solo problemi.”
Massimo Minini. Foto: Giovanni Gastel

In conversazione con Massimo Minini, Galleria Massimo Minini

C’è un modo di fare il gallerista in Italia diverso rispetto agli altri paesi? Esiste un Made in Italy del tuo lavoro? Che cosa caratterizza la scena artistica italiana?

In Italia esiste il gallerista dal volto umano. È più vicino all’artista personalmente, piuttosto che alla sua opera. La scena artistica italiana è caratterizzata da “dilettantisti”, nel senso letterale del termine – un’arte che porta diletto e non solo problemi.

Qualcosa di importante che hai imparato da un\* artista?

Visito Daniel Buren a Parigi prima di aprire la mia galleria. Gli chiedo la mostra.
Lui chiede: “Qual è il programma della galleria?” “Non lo so. Se mi dici di sì, sei tu il primo!” “Eh, no! Non posso esporre in una galleria che non ha ancora un programma. Mandami i tuoi inviti. Fra tre anni ti dirò se è sì oppure no.”
Passato un anno, Buren telefona. Facciamo la mostra. Evidentemente ero piaciuto. Bella lezione.

Yona Friedman, Sculpting the Void – une proposition de Yona Friedman avec Le Fonds de Dotation Denise et Yona Friedman, Galleria Massimo Minini, Brescia, 2020. Courtesy Yona Friedman, Fonds de Dotation Denise et Yona Friedman, Jean-Baptiste Decavèle. Foto: Alessandro Zambianchi
La visita più inaspettata che hai ricevuto in galleria?

Mostra di Dan Graham e Gabriele Basilico, curata da Maurizio Bortolotti.
Grande folla, libro pubblicato da Ringier. Le foto, tutte mescolate su una parete, si distinguono per le cornici, i formati, e naturalmente per i soggetti e il modo di fotografare. Si apre la porta ed entra Chuck Close! Dan sviene e Gabriele sbianca. Non abbiamo mai saputo cosa ci facesse a Brescia quel giorno.

Ci sono iniziative sociali, ambientali o educative collegate all’arte che hai intrapreso recentemente o alle quali ti vorresti dedicare in futuro?

All’inizio del 2020, nell’impossibilità di andare alle mostre, tutti si sono rifugiati nella rete. Per ovviare alla cosa, ho ideato – con l’associazione BELLEARTI, nata a Brescia in questi mesi – ART DRIVE-IN, una mostra in un garage, visitabile in automobile. Le opere, allestite sul posto da artisti noti e giovani promettenti, saranno permanenti, come gli affreschi di una volta sui muri dei palazzi.

Perché hai scelto questa città?

È la Città che ha scelto me.

Leggi l’intervista completa

Artisti

  • Carla Accardi
  • Giovanni Anselmo
  • Stefano Arienti
  • Roger Ballen
  • Robert Barry
  • Vanessa Beecroft
  • Stanley Brouwn
  • Daniel Buren
  • Letizia Cariello
  • Maurizio Donzelli
  • Haris Epaminonda
  • Hans-Peter Feldmann
  • Yona Friedman
  • Alberto Garutti
  • Dan Graham
  • Peter Halley
  • Sheila Hicks
  • John Hilliard
  • Paolo Icaro
  • Anish Kapoor
  • Bertrand Lavier
  • David Maljkovic
  • Enzo Mari
  • Eva Marisaldi
  • Ryan Mendoza
  • Mathieu Mercier
  • Landon Metz
  • Sabrina Mezzaqui
  • Jonathan Monk
  • Paul P.
  • Giulio Paolini
  • Wilfredo Prieto
  • Albert Samson
  • Ariel Schlesinger
  • Nedko Solakov
  • Ettore Spalletti
  • Armando Andrade Tudela
  • Ian Wilson