Thomas Dane Gallery

Alexandre da Cunha: Arena, exhibition view, 2020, Thomas Dane Gallery, Napoli. © Alexandre da Cunha. Courtesy l'artista e Thomas Dane Gallery. Foto: Maurizio Esposito

Thomas Dane Gallery è stata fondata nel 2004. Ha sede in due spazi londinesi – al 3 e all’11 di Duke Street St. James’s –  e un terzo spazio a Napoli, in via Francesco Crispi.
Una caratteristica della galleria è l’impegno nei confronti della  “moving image”:  sostiene la produzione e l’esposizione di opere di Steve McQueen, John Gerrard, Akram Zaatari, Paul Pfeiffer e Bruce Conner. La galleria ha inoltre presentato al pubblico londinese artisti mid-generation come Cecily Brown, Albert Oehlen, Glenn Ligon, Dana Schutz e Arturo Herrera, che da allora hanno acquisito una solida base di supporto da parte di istituzioni e collezionisti nel Regno Unito.

Thomas Dane Gallery
Cecily Brown: We Didn’t Mean to Go to Sea, exhibition view, 2019, Thomas Dane Gallery, Napoli © Cecily Brown. Courtesy l’artista e Thomas Dane Gallery. Foto: Amedeo Benestante

Oltre a favorire lo sviluppo di nuovi talenti, tra cui Hurvin Anderson, Caragh Thuring, Walead Beshty, Ella Kruglyanskaya e Anthea Hamilton, le mostre della galleria continuano a coinvolgere curatori esterni e a promuovere collaborazioni tra gallerie. Tra queste: Very Abstract and Hyper Figurative (2007, a cura di Jens Hoffmann), Sunless-Journeys in Alta California since 1933 (2010, a cura di Walead Beshty),The Medium of Contingency (2011, a cura di Miguel Abreu e Robin Macay), Signals (2018, in collaborazione con kurimanzutto) e Terra Trema (2019, in collaborazione con Mendes Wood DM).

Thomas Dane Gallery
Naples: Mostra inaugurale, exhibition view, 2018, Thomas Dane Gallery, Napoli. Courtesy l’artista e Thomas Dane Gallery. Foto: Danilo Donzelli 

Mostre

Città Mostra Data
Napoli Bob Law Dal 23.10.2021
“La nostra intenzione era quella di portare i nostri artisti in una città eccezionale, con una storia straordinaria. ”
Thomas Dane. Courtesy Thomas Dane Gallery, Napoli. Foto: Giulio Ghirardi

In conversazione con Thomas Dane, Thomas Dane Gallery

C’è un modo di fare il gallerista in Italia diverso rispetto agli altri paesi? Che cosa caratterizza la scena artistica italiana?

Credo che stiamo ancora imparando. Non avevo molti collegamenti con l’Italia e la nostra intenzione non era quella di venire a cercare nuovi mercati. La nostra intenzione era quella di portare i nostri artisti in una città eccezionale, con una storia straordinaria. Da quando sono in Italia, mi rendo conto che si tratta di costruire lentamente i rapporti e di sviluppare dialogo e fiducia.

Parlaci dello spazio che hai scelto per la tua galleria e il contesto nel quale è inserito.

Non è stato semplice trovarlo – indispensabili la mia cara amica e designer Allegra Hicks e l’architetto Alberto Sifola. La galleria ha sede a Casa Ruffo, residenza, negli anni ’50, di Benedetto Croce. È contraddistinta da una splendida veranda, e ha un’anima classicheggiante. Insieme alla galleria è nato il progetto di residenza per artisti, per i quali l’eclettica bellezza di Napoli è fonte di ispirazione.

Perché hai scelto questa città?

Penso che Napoli abbia scelto me, in un certo senso. Sono stato subito attratto dal suo fascino e ho manifestato l’interesse di aprire una galleria. Prima di rendermene conto, avevo firmato un contratto d’affitto, incoraggiato dagli amici e aiutato dai napoletani che avevo conosciuto. È una comunità calorosa, la gente ha uno spirito di rara bellezza che rende Napoli un posto speciale in cui stare.

Thomas Dane Gallery, Napoli. Courtesy Thomas Dane Gallery. Foto: Amedeo Benestante
Il tuo programma: di che tipo di arte ti occupi?

Un forte impegno per la moving image: sosteniamo Steve McQueen, John Gerrard, Akram Zaatari, Paul Pfeiffer, Bruce Conner nell’esposizione e produzione. Seguiamo artisti mid-generation: Cecily Brown, Glenn Ligon, Dana Schutz, Arturo Herrera, supportati da istituzioni e collezionisti inglesi. Anya Gallaccio, Alexandre da Cunha, Michael Landy, Phillip King sono impegnati in commissioni pubbliche e lavori site-specific.

Ci sono iniziative sociali, ambientali o educative collegate all’arte che hai intrapreso recentemente o alle quali ti vorresti dedicare in futuro?

Siamo partner fondatori della Gallery Climate Coalition. L’obiettivo è quello di aiutare a rendere il mondo dell’arte sostenibile, fornendo le risorse e linee guida necessarie per ridurre collettivamente il nostro impatto di carbonio, promuovendo l’impatto zero. Il sito web sarà il principale veicolo per informarsi su soluzioni valide e alternative. https://www.galleryclimatecoalition.org

Leggi l’intervista completa

Artisti

  • Terry Adkins
  • Hurvin Anderson
  • Lynda Benglis
  • Walead Beshty
  • Cecily Brown
  • Abraham Cruzvillegas
  • Alexandre da Cunha
  • José Damasceno
  • Michel François
  • Anya Gallaccio
  • John Gerrard
  • Anthea Hamilton
  • Arturo Herrera
  • Barbara Kasten
  • Phillip King
  • Ella Kruglyanskaya
  • Luisa Lambri
  • Michael Landy
  • Glenn Ligon
  • Steve McQueen
  • Marisa Merz
  • Jean-Luc Moulène
  • Catherine Opie
  • Paul Pfeiffer
  • Lari Pittman
  • Dana Schutz
  • Amy Sillman
  • Caragh Thuring
  • Kelley Walker
  • Xie Nanxing
  • Akram Zaatari
  • Films By Bruce Conner
  • Works By Bob Law