Francesca Minini

Carla Accardi, 2018, exhibition view, Francesca Minini, Milano. Courtesy l’artista e Francesca Minini, Milano. Foto: Andrea Rossetti

Vengo a Basilea con te, dissi a mio padre Massimo Minini all’età di 14 anni. Lui restò molto sorpreso di questo mio desiderio e mi portò. Da allora non ho mai perso un’edizione, e sono trent’anni che frequento la fiera. Mi sono sentita subito a mio agio, giravo tra gli stand in allestimento, curiosavo, conoscevo artisti, galleristi, aiutavo come potevo. Che mondo meraviglioso! La nostra casa era sempre frequentata da artisti, stavano con noi a cena, dormivano lì e con alcuni abbiamo trascorso delle bellissime vacanze.

Francesca Minini
Francesco Simeti, Stradarte – Plastic Eden, Wallpaper, 2008, ingresso Francesca Minini, Milano.

Ricordo i bei giorni con Luciano Fabro in Sardegna, i bagni in gommone con Carla Accardi, le gite a Spoleto per andare a trovare Sol LeWitt che con lentezza e con rigore nuotava in piscina. Noi lo guardavamo, ipnotizzati dal suo ritmo. Credo che la mia idea di galleria sia nata inconsapevolmente in quegli anni. Più concretamente, dopo aver lavorato con Massimo, ho aperto il mio spazio a Milano nel 2006, coniugando l’esperienza passata con la ricerca di nuovi talenti internazionali. Mia sorella Alessandra ci ha ora raggiunti, portando un’ulteriore visione che rafforza e consolida sempre più il rapporto tra i due spazi. Come nella grande tradizione italiana, that’s a family business!

Francesca Minini
Landon Metz | &, 2016, exhibition view, Francesca Minini, Milano. Courtesy l’artista e Francesca Minini, Milano. Foto: Andrea Rossetti

Mostre

Città Mostra Data
Milano Past, Jacopo Benassi Fino a 02.04.2021
“L’innovazione riguarda la mia generazione e la scena artistica globale, che mi condurranno a pensare a un programma che guardi all’Arte del futuro.”
Alessandra e Francesca Minini. Courtesy Francesca Minini, Milano

In conversazione con Francesca Minini

Parlaci dello spazio che hai scelto per la tua galleria e il contesto nel quale è inserito. 

Era il 2006, quando io e la mia famiglia decidiamo di rilanciare l’attività storica della galleria di mio padre a Milano, città strategica per la scena artistica contemporanea. Ho scelto uno spazio nel nascente distretto creativo della Lambrate ex industriale, con un programma di idee nuove che promuoverà gli artisti italiani e internazionali a me contemporanei.

Robert Barry, installazione site-specific, 2019, Francesca Minini, Milano. Courtesy l’artista e Francesca Minini. Foto: Andrea Rossetti
Il tuo programma: di che tipo di arte ti occupi? 

Il programma si sviluppa su due linee guida: tradizione e innovazione.
La tradizione è nella sensibilità e attenzione alla scena artistica del proprio tempo, trasmessami da mio padre. L’innovazione riguarda la mia generazione e la scena artistica globale, che mi condurranno a pensare a un programma che guardi all’Arte del futuro.

Come è iniziato il tuo percorso nell’arte? 

Tutto cominciò con la mia prima ArtBasel nel 1989, a 14 anni, con mio padre, Massimo Minini. Grande fermento, collezionisti da tutto il mondo, gallerie internazionali. La fiera più frizzante in quegli anni, che detiene questo primato ancor oggi, vide la mia entrée nel mondo dell’arte contemporanea. Ripensandoci, una delle esperienze che mi fece riflettere sul mio futuro professionale.

Qualcosa di importante che hai imparato da un* collezionista? 

Paolo Consolandi è uno dei primi collezionisti che ho conosciuto. Attentissimo alla scena artistica emergente di allora, Paolo viveva con l’arte. Raccontava la scoperta di ciascuna opera ed era come seguire il suo lungo viaggio, durato una vita e condiviso con la sua grande famiglia. È stato un sostegno per i miei artisti, che hanno costruito un percorso anche grazie alla sua fiducia nella giovane arte italiana.

Come costruisci il tuo rapporto con i giovani collezionisti? 

I giovani collezionisti sono molto informati sulle novità del mercato contemporaneo. Si avvicinano all’arte con forte passione. Osservano gli artisti crescere, si interessano alle gallerie e istituzioni con le quali lavorano. Loro per primi si avvicinano a noi. Con alcuni viaggiamo per visitare mostre, biennali, fiere, ma andiamo anche dagli artisti in studio, un’esperienza che emoziona sempre. 

Leggi l’intervista completa

Artisti

  • Carla Accardi
  • Armando Andrade Tudela
  • Robert Barry
  • Becky Beasley
  • Jacopo Benassi
  • Riccardo Beretta
  • Matthias Bitzer
  • Armin Boehm
  • Daniel Buren
  • Jan De Cock
  • Elena Damiani
  • Daniel De Paula
  • Simon Dybbroe Møller
  • Flavio Favelli
  • Yona Friedman
  • Giulio Frigo
  • Dan Graham
  • Ali Kazma
  • Runo Lagomarsino
  • Landon Metz
  • Riccardo Previdi
  • Mandal Reuter
  • Alice Ronchi
  • Francesco Simeti