Giovanni Bellini a Palazzo Bagatti-Valsecchi

Museo Bagatti Valsecchi, Milano

I musei milanesi sono ricchi di opere di eccezionale importanza. Eppure, per un motivo che cercherò qui di spiegare, ve n’è una che mi ha sempre affascinato più delle altre. È la Santa Giustina di Giovanni Bellini, un dipinto di provenienza Borromeo e oggi conservato a Palazzo Bagatti-Valsecchi. 

Credo che una delle ragioni che rendono questo quadro così intrigante – almeno per me – risieda nella sua ubicazione. Per vedere questo dipinto bisogna prima attraversare il piano nobile del museo. Allestito secondo un gusto molto in voga alla fine dell’Ottocento, finalizzato a esaltare le ascendenze nobili della famiglia, ha sale gremite di mobili, oggetti, sculture, armature dal Medioevo al Rinascimento, tutte opere indubbiamente di grande pregio, ma al tempo stesso imponenti e quasi minacciose. Per questo motivo, non appena si giunge in prossimità della Santa Giustina, è come se un raggio di luce illuminasse la sala altrimenti immersa nell’oscurità. 

Giovanni Bellini Santa Giustina
Giovanni Bellini, Santa Giustina, 1470 ca., tempera su tavola, Museo Bagatti Valsecchi

L’iconografia della Santa, in verità, è piuttosto tradizionale: avvolta in un panneggio classicheggiante, è in piedi, in posizione statica. Gli attributi necessari per identificarla (il libro, la palma del martirio, la spada) sono messi in bella evidenza, ma quando lo sguardo dello spettatore si posa sul volto, ci si accorge immediatamente che l’artista si è ispirato ad una figura in carne ed ossa. Così come il paesaggio, attraversato da soffici nubi d’estate, è frutto di un’osservazione reale piuttosto che di convenzioni. Per questo motivo il dipinto di Bellini ha sempre suscitato la mia ammirazione. 

Ben prima di Tiziano e Giorgione, che arrivano alcuni decenni dopo, lo sguardo dell’artista si sofferma su ciò che lo circonda, cercando di descrivere un paesaggio o il volto di una fanciulla per quello che sono e che ci appaiono nella nostra esperienza quotidiana. Non è una cosa da poco, anzi. Non dimentichiamo che siamo poco dopo la metà del XV secolo e che il Rinascimento, almeno nell’Italia settentrionale, è solo agli albori.

Sala delle armi, Museo Bagatti Valsecchi, Milano