Una sorpresa straordinaria nella brughiera lombarda: Castelseprio

Monastero di Torba

Le Prealpi lombarde celano alcune gemme ancora poco conosciute. Mi riferisco, ad esempio, al complesso longobardo di Torba e di Castelseprio. Alle pendici di una piccola collina coperta di una fitta vegetazione, a pochi chilometri da Varese, si trova il complesso monastico di Torba – oggi gestito dal FAI – che presenta una torre con affreschi di epoca longobarda. Un sentiero seminascosto dalla vegetazione collega il monastero alla sommità della collina, dove sono state scoperte le fondamenta di una città fortificata, anch’essa di epoca longobarda.

Nella piccola chiesa che sorge poco distante, Santa Maria Foris Portas, ecco un’altra sorpresa: nel 1944 venne rinvenuto, al di sotto di una decorazione pittorica più tarda, un ciclo di pitture murali sicuramente databili prima dell’anno Mille.

Chiesa di Santa Maria Foris Portas, Castelseprio

Dal quel momento in poi gli affreschi non hanno smesso di suscitare interrogativi e discussioni non solo sull’identità dell’autore – ancora del tutto sconosciuta –, ma anche sulla datazione, che oscilla fra il VI e il X secolo. Su una cosa però tutta la critica è concorde: si tratta di un ciclo di altissima qualità, eseguito con una freschezza e spontaneità che lascia sbalorditi. Le sigle e le stilizzazioni della pittura bizantina sono ancora del tutto assenti sulle pareti di Castelseprio. L’anonimo maestro dipinge in uno stile veloce e corsivo, con rapide pennellate che abbozzano le figure senza mai far ricorso alla linea di contorno. Queste si muovono leggere e guizzanti e il racconto, tratto dai vangeli apocrifi, scorre via veloce, non privo di dettagli umoristici. La qualità straordinaria di questo artista non trova riscontri nella pittura di età altomedievale, per questo si è pensato ad un artista ancora imbevuto di cultura classica.

Il sogno di Giuseppe, Santa Maria Foris Portas, Castelseprio

Sì, perché i riferimenti che vengono in mente sono gli affreschi di Pompei o le tavolette del Fayyum, opere eseguite molti secoli prima, che certo il nostro pittore non poteva aver conosciuto. Eppure ci deve essere un filo che lega questo grande artista alla pittura antica.

Chi riuscirà a dipanarlo, avrà risolto uno dei rebus più complicati che ci riserva la storia dell’arte. Per il momento ci accontentiamo di ammirare queste pitture murali, un gioiello nascosto fra la brughiera lombarda, tanto vicino quanto ancora misterioso.

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