Giacometti Old Master Paintings

Giacometti Old Master Paintings, Roma. Courtesy GOMP

Dopo vent’anni di esperienza nel mercato dell’arte a livello internazionale, Umberto Giacometti ha fondato, nel 2014, Giacometti Old Master Paintings.

Sin dalla nascita, la galleria è stata invitata a partecipare alle maggiori fiere del settore: TEFAF a Maastricht, TEFAF a New York, Paris Tableau, Highlights a Monaco, la Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze e di Roma, Flashback a Torino.

Giacometti Old Master Paintings, Napoli. Courtesy GOMP

L’attività principale è la ricerca, la selezione e la vendita di rare e significative opere d’arte, in rigoroso confronto con studiosi, curatori e collezionisti e in aperto dialogo con istituzioni pubbliche e private in Europa e negli Stati Uniti. Particolarmente costruttivo resta il rapporto della galleria con i musei italiani, che ha portato a recenti acquisizioni di particolare prestigio da parte del Museo di San Martino a Napoli e del Palazzo Ducale di Mantova.

Con la prossima apertura delle nuove sedi di Roma e Napoli, la presentazione di dipinti, disegni e sculture dal XVI all’inizio del XX secolo coinvolgerà le giovani generazioni in progetti di formazione professionale e comunicazione digitale.

“Nell’era del digitale la galleria ha un ruolo meno importante, ma resta il ritrovo di chi vuol capire le opere con gli altri.”
Umberto Giacometti, Giacometti Old Master Paintings. Courtesy GOMP

In conversazione con Umberto Giacometti, Giacometti Old Master Paintings

Quali sono le tue previsioni sul futuro del sistema dell’arte nel settore di cui ti occupi? Qual è la sfida più grande che dovrai affrontare?

È una situazione dura. A questo cambiamento mi preparavo, ma è diventato improvvisamente realtà. Il nostro settore è una nicchia che resiste per natura. Il nostro inventario non scade e non passa di moda, conserva valore per il collezionismo e rimane un bene rifugio. Così scelgo le opere migliori nella grande offerta del momento e progetto in modo elastico per il medio termine.

Come hai scelto le città delle tue sedi?

Roma-Napoli è la formula del mio ritorno a casa. Ormai siamo tutti interconnessi nello spazio digitale, mentre mostre, fiere e aste ci riuniscono in ogni parte del mondo. In galleria posso programmare e riposare tra dipinti e sculture. Inviterò a un’esperienza fisica che dall’opera d’arte passa alla sala, alla città e al territorio per raccontare storie, spiegare le forme, chiarirne il senso.

Giacometti Old Master Paintings, Roma. Courtesy GOMP
Ci sono iniziative sociali, ambientali o educative collegate all’arte che hai intrapreso recentemente o alle quali ti vorresti dedicare in futuro?

Ho accanto giovani con formazioni e obiettivi diversi. Fanno esperienza con me e imparo molto da loro. L’arte è l’esperimento decisivo. Trasformazione della natura e della società in un continuo confronto tra percezione e immaginazione. Ogni nostra scelta è istanza sociale, proposta ambientale, risposta al futuro.

Come immagini la tua galleria tra dieci anni?

Ci vedo i giovani seguire i loro sogni. Aperti e solidali, fiduciosi nell’istinto, sereni nell’attesa. Nell’era del digitale la galleria ha un ruolo meno importante, ma resta il ritrovo di chi vuol capire le opere con gli altri. Dunque, un tetto e le pareti servono ancora, magari una cucina, essere pronti a ricevere su appuntamento, anche fuori dagli orari di lavoro.

Giacometti Old Master Paintings, Napoli. Courtesy GOMP
“Do you have any unrealised projects?”

Mi rimane tanto da fare, quel che non ho iniziato è a buon punto. Tendo a rilanciare nella cura del dettaglio come ad ampliare i confini dell’insieme. Ho sempre cercato il limite e non è mai bastato. Intendo scavalcare tempi e spazi della stampa con cataloghi in formato digitale che annuncino, seguano e non chiudano mai lo sviluppo di un’esposizione aperta all’aggiornamento.

Giacometti Old Master Paintings, Roma. Courtesy GOMP
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Artisti

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