Galleria Raffaella Cortese

Martha Rosler, An American in the 21st Century, 2019, installation view, Galleria Raffaella Cortese, via A. Stradella 7, Milano

A due passi dalla Casa Museo Boschi Di Stefano, progettata dal Portaluppi, si apre la quieta via Stradella, dove la galleria tesse un fil rouge fra tre civici. Il 7 ospita lo spazio seminterrato principale; al numero 1 e al 4, due spazi luminosi dai soffitti alti e i pavimenti caratteristici si affacciano sulla strada attraverso ampie vetrate. Le tre sedi così articolate, vicine ma separate, favoriscono dialoghi inattesi con artisti e collezionisti, che proseguono allo storico Bar Basso, dietro l’angolo.

Raffaella Cortese
Anna Maria Maiolino, In atto, 2015, performance, Galleria Raffaella Cortese, via A. Stradella 1, Milano. Foto: Lorenzo Palmieri

Il primo artista esposto nel 1995 fu Franco Vimercati: da allora la fotografia accomuna le ricerche eclettiche di diversi artisti, da Roni Horn e Zoe Leonard a Jitka Hanzlová e Luisa Lambri. La propensione di Raffaella per l’arte femminile l’ha avvicinata all’opera di Barbara Bloom, Kiki Smith, Kimsooja, Martha Rosler, Helen Mirra, Allyson Strafella, Silvia Bächli, Nazgol Ansarinia e Monica Bonvicini. Le scelte di mercato audaci sono un’altra costante: la performance è nodale per Marcello Maloberti, Anna Maria Maiolino, Ana Mendieta, Joan Jonas e Simone Forti; il video per T.J. Wilcox, Yael Bartana, Michael Fliri, William E. Jones e Alejandro Cesarco. La galleria dà voce anche ad alcuni protagonisti della scultura contemporanea: Jessica Stockholder, Mirosław Balka, Karla Black e Francesco Arena. Trenta artisti, trenta solide collaborazioni costruite in venticinque anni di dedizione e irrinunciabile libertà.

Mostre

Città Mostra Data
Milano verso, Silvia Bächli Fino al 28.08.2021
Milano What is Normal, Jessica Stockholder Fino al 28.08.2021
Milano viveka, Allyson Strafella Fino al 28.08.2021
“I momenti più felici sono stati almeno trenta, uno per ciascun artista: la mia felicità passa attraverso la loro.”
Raffaella Cortese. Foto: Yael Bartana

In conversazione con Raffaella Cortese, Galleria Raffaella Cortese

Sei una collezionista?

Sì, e svolgo il mio lavoro di gallerista, in parte, con la filosofia del collezionista. Di fronte a un’opera mi domando sempre: vorrei che mi appartenesse? Sebbene il transito delle opere in galleria sia spesso temporaneo, la risposta deve essere sì. Proprio come il collezionista, costruisco una programmazione eclettica, basata tanto sulla coerenza quanto sulle diversità.

Monica Bonvicini, Our House, 2017, installation view, Galleria Raffaella Cortese, via A. Stradella 4, Milano. Foto: Lorenzo Palmieri
Ricordi la tua prima visita in una galleria?

Il mio primo contatto con una galleria avvenne in veste di assistente dell’artista Emilio Isgrò che stava allestendo una personale alla Galleria Fonte d’Abisso di Modena, nel 1987. A quella visita seguì una delle mie prime esperienze lavorative nella sede milanese della Galleria Fonte d’Abisso e l’approfondimento dell’avanguardia futurista.

La prima mostra nella tua galleria? La rifaresti uguale? Cosa cambieresti?

La rifarei uguale. Fu una mostra minimale progettata con l’artista, Franco Vimercati, che presentava una selezione meditata di fotografie disposte in un equilibrio infrangibile. Quest’anno, venticinque anni dopo, Franco non c’è più e io ripresento la sua opera nei tre spazi. Mi fa pensare all’incisione di Francesco Arena che fa sue le parole di T.S. Eliot, “In my beginning is my end”: la fine è di nuovo inizio, un continuo presente che si rinnova. 

Galleria Raffaella Cortese, via Stradella 1, Milano, 2012
Qualcosa di importante che hai imparato da un* artista e da un* collezionista?

Dagli artisti ho imparato a distinguere il genio, l’intelligenza rara e raffinata, sopraffina. Dai collezionisti, invece, amo imparare ogni volta la gioia intima ed eccezionale che deriva dall’innamoramento – e poi dall’acquisizione – di un’opera. È una felicità travolgente che mi sembra ancora più straordinaria in questo momento, in cui le emozioni sono appiattite dalla mediazione digitale. 

Il momento più complicato e il più felice, fino a oggi, della tua carriera?

L’inizio è stato difficile: nessuno mi conosceva in questa città. Raccontando il primo opening, mi immedesimo sempre nella protagonista del film di Aki Kaurismäki Nuvole in viaggio, che all’inaugurazione del ristorante attende i clienti che non arrivano e fissa l’orologio terrorizzata. I momenti più felici sono stati almeno trenta, uno per ciascun artista: la mia felicità passa attraverso la loro.

Leggi l’intervista completa

Artisti

  • Nazgol Ansarinia
  • Francesco Arena
  • Silvia Bächli
  • Miroslaw Balka
  • Yael Bartana
  • Karla Black
  • Barbara Bloom
  • Monica Bonvicini
  • Alejandro Cesarco
  • Keren Cytter
  • Michael Fliri
  • Simone Forti
  • Jitka Hanzlová
  • Roni Horn
  • Joan Jonas
  • William E. Jones
  • Kimsooja
  • Luisa Lambri
  • Zoe Leonard
  • Anna Maria Maiolino
  • Marcello Maloberti
  • Ana Mendieta
  • Helen Mirra
  • Mathilde Rosier
  • Martha Rosler
  • Kiki Smith
  • Jessica Stockholder
  • Allyson Strafella
  • Franco Vimercati
  • T. J. Wilcox