Galleria Umberto Di Marino

Carlos Amorales, Artists of the world, unite!, 2022, exhibition view, Casa Di Marino, Napoli. Foto: Danilo Donzelli

La Galleria Umberto Di Marino inizia la sua attività nel 1994 a Giugliano, concentrando da subito la propria attenzione sulla coesistenza tra il linguaggio artistico e una periferia difficile come quella napoletana. L’obiettivo di questa prima esperienza è dare vita a un luogo di interesse e di partecipazione, prima per la propria cerchia di contatti e successivamente per l’intera comunità. Tra le mostre più importanti di quel periodo: “Napoli Borderline” di Vettor Pisani, nel 2001, e “Architetture del colore” di Hidetoshi Nagasawa, nel 2002.

Eugenio Tibaldi, Balera, 2021, exhibition view, Galleria Umberto Di Marino, Napoli. Foto: Danilo Donzelli

Nel 2005 la galleria inaugura un nuovo spazio nel centro di Napoli. La sua programmazione prevede la regolare alternanza di mostre di giovani artisti italiani e internazionali.

Isadora Pedro Neves Marques, In Space it’s Always Night!, 2023, exhibition view, Casa Di Marino, Napoli. Foto: Danilo Donzelli 

Nel corso degli anni, la Galleria Umberto Di Marino ha rafforzato il proprio spirito di ricerca, indirizzando il suo interesse verso un’analisi del rapporto tra architettura, natura, antropologia e stili di vita alternativi. Uno sguardo attento al territorio e il supporto delle istituzioni ha permesso la realizzazione di numerose mostre off-site in luoghi storici della città di Napoli.

Il 2022 è segnato invece dall’apertura di Casa Di Marino che nasce dalla necessità di concentrare la storia e le energie della galleria in una dimensione differente, legata a una visione molto personale del ruolo del gallerista.
Casa Di Marino rappresenta quella commistione di ambienti domestici e lavorativi già parzialmente messa in pratica nei primi anni di attività a Giugliano in Campania. I visitatori sono invitati a confrontarsi non solo con un luogo espositivo, ma si misceleranno con le dinamiche che definiscono una casa da sempre costruita intorno al tentativo di una propria narrazione della contemporaneità. Luoghi di solito nascosti o privati di una attività diventeranno cruciali nella esperienza e nella quotidianità della galleria, e così l’ufficio, il deposito, la biblioteca, saranno allo stesso tempo ambienti domestici quotidiani. L’invito a entrare nella sfera privata vuole stimolare nel visitatore un impegno al confronto più approfondito e allo sviluppo di un interesse diverso rispetto alle logiche di produzione artistica.

Mostre

Città Mostra Data
Napoli There's a certain Slunt of light, Diego Perrone Dal 21.02.2026
“Ho sempre inteso la galleria come un’estensione del mio pensiero, con l’idea di approfondirlo attraverso lo sguardo degli artisti.”
Umberto Di Marino. Courtesy Galleria Umberto Di Marino. Foto: Adelaide Di Nunzio

In conversazione con Umberto di Marino, Galleria Umberto Di Marino

Quali sono le tue previsioni sul futuro del sistema dell’arte nel settore di cui ti occupi? Qual è la sfida più grande che dovrai affrontare?

Mi sono soffermato spesso su come alcuni processi di sovrapproduzione stessero cambiando il sistema dell’arte. Già un anno fa, con Visto da qui, cercavo di rispondere a questa domanda spogliando l’evento mostra dalle sue appendici non necessarie. La sfida più grande è stata quella di realizzare Casa Di Marino, con una commistione fra galleria e spazio domestico, che risponde a quella prima intuizione di galleria come bene comune. 

Quando e come hai fondato la tua galleria?

La galleria è stata fondata nel 1994 a Giugliano, in Campania. Al tempo non potevo fare a meno di analizzare il contesto in cui mi trovavo: la periferia napoletana. Il trasferimento a Napoli nel 2005 mi ha permesso nuove collaborazioni con istituzioni e artisti internazionali, estendendo così la mia attenzione a temi sociali, politici, al fallimento della modernità e al post-colonialismo.

Marco Giordano, Un—Shaped Breath, 2023, veduta della mostra, Casa Di Marino, Napoli. Foto: Danilo Donzelli 
Il tuo programma: di che tipo di arte ti occupi?

Ho sempre inteso la galleria come un’estensione del mio pensiero, con l’idea di approfondirlo attraverso lo sguardo degli artisti. Tra i temi più sviluppati: la rilettura delle dinamiche coloniali; il superamento dei principi dicotomici modernisti; la ricerca antropologica, sociale e politica. Inoltre, ho sempre cercato di costruire un rapporto di onesta e profonda amicizia con i miei artisti.

Qualcosa di importante che hai imparato da un* artista? E da un* collezionista?

Per quanto riguarda gli artisti, non dimenticherò mai i consigli di Vettor Pisani, in modo particolare la sua lucida e ancora attuale analisi del sistema dell’arte. Tra i collezionisti, mi piace citare l’enorme passione per l’arte di Ovidio Jacorossi e dei coniugi Cotroneo che li spinse fino in provincia e l’incredibile organizzazione istituzionale e messa in gioco personale delle collezioni Agovino e Taurisano.

Come immagini la tua galleria tra dieci anni?

La necessità di un cambiamento strutturale delle istituzioni e la riflessione sul bene comune mi hanno portato a immaginare la galleria del futuro come un luogo intimo, dove sia possibile approfondire il lavoro con gli artisti, visitare il deposito e l’archivio. La vedo come una casa per la nostra famiglia e per chi vorrà entrare in contatto con questa nuova dimensione.

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Artisti

  • Carlos Amorales
  • Peter Böhnisch
  • Jota Castro
  • Santiago Cucullu
  • Alberto Di Fabio
  • Eugenio Espinoza
  • Luca Francesconi
  • Marco Giordano
  • Francesca Grilli
  • Satoshi Hirose
  • Francesco Jodice
  • Ana Manso
  • Isadora Pedro Neves Marques
  • Marco Raparelli
  • André Romão
  • Alberto Tadiello
  • Eugenio Tibaldi
  • Sergio Vega
  • vedovamazzei