La Galleria Umberto Di Marino inizia la sua attività nel 1994 a Giugliano, concentrando da subito la propria attenzione sulla coesistenza tra il linguaggio artistico e una periferia difficile come quella napoletana. L’obiettivo di questa prima esperienza è dare vita a un luogo di interesse e di partecipazione, prima per la propria cerchia di contatti e successivamente per l’intera comunità. Tra le mostre più importanti di quel periodo: “Napoli Borderline” di Vettor Pisani, nel 2001, e “Architetture del colore” di Hidetoshi Nagasawa, nel 2002.

Nel 2005 la galleria inaugura un nuovo spazio nel centro di Napoli. La sua programmazione prevede la regolare alternanza di mostre di giovani artisti italiani e internazionali.

Nel corso degli anni, la Galleria Umberto Di Marino ha rafforzato il proprio spirito di ricerca, indirizzando il suo interesse verso un’analisi del rapporto tra architettura, natura, antropologia e stili di vita alternativi. Uno sguardo attento al territorio e il supporto delle istituzioni ha permesso la realizzazione di numerose mostre off-site in luoghi storici della città di Napoli.
Il 2022 è segnato invece dall’apertura di Casa Di Marino che nasce dalla necessità di concentrare la storia e le energie della galleria in una dimensione differente, legata a una visione molto personale del ruolo del gallerista.
Casa Di Marino rappresenta quella commistione di ambienti domestici e lavorativi già parzialmente messa in pratica nei primi anni di attività a Giugliano in Campania. I visitatori sono invitati a confrontarsi non solo con un luogo espositivo, ma si misceleranno con le dinamiche che definiscono una casa da sempre costruita intorno al tentativo di una propria narrazione della contemporaneità. Luoghi di solito nascosti o privati di una attività diventeranno cruciali nella esperienza e nella quotidianità della galleria, e così l’ufficio, il deposito, la biblioteca, saranno allo stesso tempo ambienti domestici quotidiani. L’invito a entrare nella sfera privata vuole stimolare nel visitatore un impegno al confronto più approfondito e allo sviluppo di un interesse diverso rispetto alle logiche di produzione artistica.
