P420

Franco Vaccari, Migrazione del reale, 2020, exhibition view, P420, Bologna. Courtesy P420, Bologna. Foto: Carlo Favero

“Non preoccuparti”, mi hanno detto una volta, “il meglio è passato”. Mi ha fatto un po’ paura all’inizio, ma deve avermi fatto anche bene, perché dopo una laurea in ingegneria e alcuni anni passati nel meraviglioso mondo della tecnica Alessandro e io abbiamo deciso che il tempo era poco, e che il momento era arrivato per aprire la nostra galleria. Il 2009 è stato l’anno delle decisioni e il 2010 quello dell’apertura. Un appartamento al primo piano di un palazzo anni ’30 con suggestivi affacci sul portico è stata la nostra prima galleria, che in pochi anni ha ospitato ventidue mostre. Il 2016 è stato l’anno del cambio di sede, sempre in zona MAMbo.

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E subito riprende il viaggio, 2020, exhibition view, P420, Bologna. Courtesy P420, Bologna. Foto: Carlo Favero

Anche se ci siamo spostati di soli duecento metri, molte cose sono cambiate. Spazi espositivi molto più ampi, il personale cresciuto rapidamente fino alle attuali otto persone, e anche il programma nel tempo è cambiato. Se all’inizio ci occupavamo per lo più di artisti già attivi negli anni ’60 e ’70, con un solido linguaggio personale ma non ancora del tutto riconosciuti, in seguito abbiamo incluso numerosi artisti di generazioni più vicine, sempre con un’attenzione particolare agli artisti italiani, che costituiscono circa il 50% del programma.

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Paolo Icaro, Cantiere, 2019, exhibition view, P420, Bologna. Courtesy P420, Bologna. Foto: Michele Sereni

Mostre

Città Mostra Data
Bologna Resonance, Riccardo Baruzzi & Pieter Vermeersch Fino al 23.07.2021
“Le mostre sono uno spaccato sul futuro, basta un gallerista che te lo faccia cogliere.”
Alessandro Pasotti e Fabrizio Padovani. Courtesy P420, Bologna. Foto: Carlo Favero

In conversazione con Fabrizio Padovani, P420

C’è un modo di fare il gallerista in Italia diverso rispetto agli altri paesi?

Essere italiani non passa mai inosservato, e, se parliamo di arte, allora essere italiani è un valore aggiunto e una responsabilità al tempo stesso. La nostra tradizione, il nostro gusto, la nostra creatività sono frutto di secoli di cultura, impossibili da replicare altrove. Italiani si nasce, non si diventa.

Quali sono le tue previsioni sul futuro del sistema dell’arte nel settore di cui ti occupi?

Fare previsioni è il modo migliore per sbagliare tutto in partenza. Partirei invece dalla considerazione che l’arte è la più necessaria tra le cose inutili e nella storia non abbiamo mai potuto farne a meno. Ci sarà sempre richiesta d’arte. Quello che invece dobbiamo costruire è un mercato sincero e solido, e un sistema Italia più efficiente e ancora più attento alle eccellenze che abbiamo.

P420, Bologna. Courtesy Nicolas Dorval-Bory architetto
Qual è il valore offerto alla società contemporanea dall’arte in mostra nelle gallerie? Quale il ruolo rivestito da un gallerista in Italia oggi?

È naturale pensare che l’arte contemporanea abbia un valore culturale, ma è altrettanto vero – e forse ci si pensa meno – che il lavoro delle gallerie d’arte ha un enorme valore sociale. Gli artisti arrivano sempre prima delle masse ad allargare i confini del nostro conosciuto. Le mostre sono uno spaccato sul futuro, basta un gallerista che te lo faccia cogliere.

Qual è il vostro background?

Alla P420 sia io che Alessandro Pasotti abbiamo un background di studi tecnici, siamo entrambi ingegneri. Lo so, nessuno è perfetto. Meglio, ci siamo detti. Questo ci permetterà di avere uno sguardo totalmente indipendente e non condizionato da abitudini, formazioni, classificazioni. E così è stato.

Jonh Coplans & June Crespo, Foreign bodies, 2018, exhibition view, P420, Bologna. Courtesy P420, Bologna. Foto: Carlo Favero
La galleria non porta il vostro nome: raccontaci com’è nato.

Prima di inaugurare la galleria, nel 2010, stavamo studiando il nome insieme a Maurizio Marinelli, amico ed esperto di comunicazione. Ci sono voluti giorni, e alla fine abbiamo scelto il Pantone 420: un colore, un grigio chiaro, legato per diversi motivi al mondo dell’arte. P è anche l’iniziale dei nostri cognomi. Solo anni dopo mi hanno detto che 420 in slang vuol dire fumare, e noi non fumiamo, ma l’ho trovato cool e ce lo siamo tenuti lo stesso.

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Artisti

  • Helene Appel
  • Riccardo Baruzzi
  • Irma Blank
  • Adelaide Cioni
  • John Coplans
  • June Crespo
  • Laura Grisi
  • Milan Grygar
  • Rodrigo Hernández
  • Paolo Icaro
  • Ana Lupas
  • Piero Manai
  • Richard Nonas
  • Stephen Rosenthal
  • Joachim Schmid
  • Alessandra Spranzi
  • Goran Trbuljak
  • Franco Vaccari