Ogni visitatore che si appresta a programmare il suo tour fiorentino ha ben in mente una serie di tappe precise che ripercorrono i fasti rinascimentali del capoluogo toscano e coincidono con i punti nevralgici del centro città.
A questo ideale percorso sfugge, però, il Cimitero degli Inglesi, raro esempio di cimitero internazionale ed ecumenico, che ospita al suo interno 1.409 tombe di letterati, artisti e mercanti di 16 diverse nazionalità, tra cui quella di Elizabeth Barrett Browning. Proprio una foto della tomba di quest’ultima pare abbia ispirato Emily Dickinson per The Soul Selects Her Own Society.
Costruito nel tardo Ottocento, nell’hors le mur dell’epoca, oggi il Cimitero degli Inglesi si presenta come una insolita montagnola che si eleva da piazzale Donatello, circondata dal traffico cittadino dei viali di circonvallazione. “L’Isola dei Morti”, come viene soprannominata da molti (sia per la posizione geografica che per l’ispirazione data all’omonimo dipinto di Böcklin), è un luogo dal fascino discreto, costellato di statue funerarie di grande bellezza e attraversato da piccoli sentieri.
È possibile visitarlo liberamente tutto l’anno, suonando il campanello all’ingresso e facendosi aprire da una suora gentilissima che ne è la custode. Consigliamo però di visitarlo a maggio, quando il grigiore delle statue viene sovrastato dalla fioritura violetta degli iris, piantati nel 2017 da una famiglia rom a ringraziamento delle lezioni di italiano ricevute dalla suora.
