Chi visita Pistoia per la prima volta resta affascinato dalle bellezze della città, dagli edifici che si affacciano sulle piccole piazze e dalle chiese nascoste tra i vicoli del centro. Io per primo anni fa, appena arrivato in città, ne rimasi piacevolmente stupito e oggi un po’ mi riconosco nello sguardo di chi la osserva per la prima volta e, incuriosito, desidera tornare.
A pochi passi dalla galleria, si trova uno degli edifici storici più affascinanti: la chiesa di San Giovanni Fuorcivitas, tra le più antiche in stile romanico pistoiese. L’edificio sorgeva all’esterno della prima cinta muraria altomedievale, ma con il tempo è stato integrato nel tessuto urbano e oggi si affaccia su una delle vie principali della città. Stretta tra gli edifici circostanti, la chiesa è riconoscibile per il suo lato nord, da sempre considerato la sua vera facciata: decorato in marmo bianco e serpentino di Prato, il ricco portale centrale con architrave raffigura l’Ultima Cena del maestro Gruamonte.

All’interno, opere artistiche di grande pregio, fra le quali spiccano il primo esempio di terracotta invetriata a tutto tondo di Luca della Robbia, l’acquasantiera marmorea di Nicola Pisano al centro della navata, e un polittico di Taddeo Gaddi. È facile perdersi tra questi capolavori, magari quando sulle vie principali c’è il mercato e la chiesa di San Giovanni Fuorcivitas diventa uno spazio di confine, sospeso, come se quell’appellativo, fuorcivitas, “fuori dalla città”, le spettasse ancora di diritto.
