Recontemporary

Recontemporary
Recontemporary, Torino, 2021.

Per un pomeriggio alla ricerca di nuove ispirazioni ed esperienze digitali consiglio a tutti, torinesi e non, di fare una passeggiata nei dintorni del Museo Nazionale del Cinema: oltre alla meraviglia della Mole Antonelliana e le sue architetture, la vostra attenzione sarà catturata da cinque grandi vetrate situate in via Gaudenzio Ferrari, nello stesso edificio che una volta ospitava lo studio di Gilberto Zorio e Luigi Mainolfi.

Uno spazio nuovo, diverso, non ben identificabile, ma che sicuramente vi farà venire voglia di saperne di più: Recontemporary, un luogo di ricerca sulla videoarte e i new media. Non è quello che ci aspetteremmo pensando a uno spazio dedicato alle proiezioni, ed è tutt’altro che buio. I colori e le luci escono dalle vetrine, e il video, assoluto protagonista, riempie lo spazio sorprendendo il passante.

Recontemporary, Torino, 2019.

Arte e innovazione tecnologica sono i principali temi affrontati attraverso mostre interattive e progetti educativi, il palinsesto di eventi conta attività per tutti i gusti e le età. Recontemporary rompe gli schemi e favorisce il dialogo fra fruitore e opera d’arte.

In breve tempo si è creata una community attiva dove ragazzi e adulti si confrontano e alimentano la propria curiosità su di un tema in continua evoluzione. Mi rende felice vedere giovani che intraprendono ambiziosi progetti volti ad avvicinare le persone all’arte, che sempre di più sta prendendo una direzione tecnologica e immateriale.

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