Ieri e oggi. L’incanto dei luoghi di Telemaco Signorini e Lorenzo Viani

Il desiderio di rintracciare una linea di connessione con il passato, di condividere con i grandi artisti di un tempo le emozioni di fronte ad un paesaggio naturale o abitato e l’auspicio di far rivivere, proprio attraverso le loro splendide opere, i luoghi che costituirono per questi una fonte di ispirazione, di vita e anche di conforto ci ha condotto a proporre un parallelismo visivo fra i tre capolavori di Telemaco Signorini e Lorenzo Viani e la realtà odierna di quei siti.

Il viaggio ci conduce dalle scoscese scogliere del pittoresco borgo delle Cinque Terre, Riomaggiore, dove Signorini trascorse molti soggiorni dal 1860 e per oltre un trentennio, sempre benevolmente accolto dalla popolazione locale che fu soggetto di ispirazione per molti ritratti e protagonista dei resoconti riportati nell’omonimo diario figurato (“Riomaggiore”, 1909), fino alle falde del monte Amiata, nel paese di Piancastagnaio, la cui tortuosa e caratteristica via centrale, ripetutamente immortalata nei suoi dipinti, sembra ancora oggi risuonare del chiacchiericcio dei venditori e degli zoccoli dei muli carichi di merci; la terza tappa è la cittadina termale di Bagni di Lucca dove si riconoscono, benché trascurate, le pure geometrie della cappella, fatta costruire dal principe russo Niccolò Demidoff sul modello del Pantheon di Roma a corredo della struttura di accoglienza per i poveri bisognosi di cure termali e presso la quale Lorenzo Viani si soffermò ad immortalare la variopinta e vivace umanità di diseredati, perlopiù bambini, raccolta attorno al pronao.

Una scogliera a Riomaggiore immortalata da Telemaco Signorini in un’opera databile attorno al 1885 e in una foto attuale.

“Né il pittorico soltanto mi attirava a questo paese e la possibilità di viverci ogni anno meglio; ma la semplice bonomia degli abitanti e la loro sincera affezione, che io trovava ogni volta maggiore fra le persone che vi conosceva, mi facevano tornare in memoria quello che Darwin scriveva a Hoocker. ‘La rinomanza, gli onori, i piaceri, la ricchezza, tutto ciò è nulla paragonato all’affezione’”.

(Telemaco Signorini, Riomaggiore, Firenze, 1909, pp. 25-26)

Una caratteristica strada di Piancastagnaio (provincia di Siena) in un’opera di Telemaco Signorini del 1883 circa e, pressoché intatta, ai giorni nostri.

“Caro Paolo, profitto di questo momento di domenica mattina, aspettando Berto che dalla villa del Pinsuto, deve venir qua a lavorare con me o sotto i castagni fra le rupi di queste valli, o fra le viuzze di questo paese pieno di ragazzi, di ciuchi […]. Io qua, dal giorno che ci sono arrivato, ho lavorato con molto piacere e speriamo con altrettanto profitto”.

(Lettera da Piancastagnaio di Telemaco Signorini al fratello Paolo, 12/08/1883)

L’Asilo di Bagni di Lucca nell’opera di Lorenzo Viani della seconda metà degli anni Venti e come si presenta oggi.

“Si sa che il 3 aprile del 1291 la Società dei capitani di Corsena passò la proprietà del ‘Bagno caldo’ a tal Puccio di Gallicano […] con l’obbligo di edificarvi un Ospizio per la cura gratuita delle acque ai poveri e un’alberghiera per i romei. Ho preso stanza nell’alberghiera dei romei aggeggiata, oggi, a ‘pensione di famiglia’. Giù, molto in giù, brontola il Camajone occultato da un’amorosa famiglia di piante, dall’abete alpino alla palma. I colli – ‘Qui tutto è fiamma e azzurro’, come disse Carducci – coronano l’alberghiera”.

(Lorenzo Viani, Il nano e la statua nera, Firenze, 1943, pp. 344-45)

Scopri altri tips che parlano di

BorghiItinerariLiguriaMareToscana